domenica 25 ottobre 2026

Alexandra Lapierre, “La regina dei mari” ed. 2026

                                                         Voci da mondi diversi. Francia

biografia romanzata

Alexandra Lapierre, “La regina dei mari”

Ed. e/o, trad. Lorenzo Vetta, pagg. 560, Euro 20,90

 

     Isabel Barreto. Bella, molto bella, con quella massa di capelli dorati. Intelligente, curiosa, volitiva, caparbia. Era la preferita di suo padre, i fratelli ne erano gelosi. Aveva rifiutato per anni di sposare Don Álvaro de Mendaña, grande esploratore, navigatore e cartografo, che era tornato da un primo grande viaggio in cui aveva scoperto le isole Salomone che parevano promettere ricchezze come quelle bibliche del Re Salomone. Poi se ne era innamorata, ricambiata contro ogni aspettativa. Era la donna giusta per l’adelantado, capace non solo di condividere i suoi sogni- attraversare l’Oceano Pacifico alla ricerca della leggendaria Terra Australis- ma anche di essere lei la forza trainante, con la sua giovinezza, la sua audacia, il suo coraggio.


    Erano partiti insieme sulla San Jerónimo dal porto di Lima in Perù il 9 aprile del 1595, poco più di cento anni dopo le imprese di Cristoforo Colombo. Con loro c’erano altre quattro navi, centinaia di coloni pronti a stabilirsi sulle nuove terre, soldati e artigiani. Pedro de Quirós era il pilota che avrebbe acquistato maggiore importanza durante il viaggio. Avevano scoperto le isole Marchesi ma non erano riusciti a ritrovare le isole Salomone. Il viaggio che doveva portare gloria e ricchezza si era risolto in tragedia. C’erano stati conflitti con gli indigeni, burrasche, malattie, tensioni con l’equipaggio e i coloni. Infine lui, Don Álvaro, era morto e Isabel aveva imposto che la sua bara fosse caricata a bordo, rifiutando di lasciarlo in un’isola sperduta.

don Alvaro

Non si era mai sentita una cosa del genere. Un morto a bordo. Avrebbe portato sfortuna. Il vagare della San Jerónimo in quello sconfinato oceano, mentre si assottigliano le riserve di cibo e di acqua, richiama alla mente i versi della Ballata del Vecchio Marinaio di Coleridge- sembra una nave fantasma con una ciurma e passeggeri fantasma. Lei, Isabel, che ha assunto il comando della spedizione su precisa disposizione di Don Álvaro, è diventata una delle prime- o forse la prima donna ammiraglio della storia. Finché i superstiti raggiungono le Filippine.

    È diventato un vero e proprio filone letterario, quello della biografia storica romanzata. E Alexandra Lapierre ha scelto un filone del tutto femminile, ricostruendo la vita di donne eccezionali, disegnando un loro ritratto con le parole, facendole respirare sulla carta, così che, quando terminiamo la lettura, ci sembra di conoscerle, di averle sempre conosciute. Così era stato per Mura ne “La donna dalle cinque vite”, per Belle Green, Artemisia, Miss Franklin. E ora per Isabel.

Isole Solomon

    La parte iniziale del libro scorre più lenta- Isabel si è ritirata in convento aspettando il ritorno del secondo marito, Don Hernando de Castro, pregando per la sua salvezza. È una Isabel penitente che sembra voler espiare qualche grave peccato, quella che incontriamo, una Isabel irriconoscibile che si è tinta i capelli di un nero luttuoso e digiuna. Ed è la sorella che racconta gli antefatti, gli anni prima del matrimonio con l’adelantado. La narrazione pare salpare insieme alla San Jerónimo e il romanzo diventa un avvincente romanzo di avventura, quasi un romanzo di Verne, il mare, anzi l’oceano, rappresenta, come per Ulisse, una sfida, una distesa senza confini con l’orizzonte della conoscenza che si sposta di continuo, una sfida il cui pericolo si deve accettare. E la vita di Isabel passa dall’essere la moglie adorata di Don Álvaro al nuovo ruolo di ammiraglia (difficilissimo imporsi come tale) per poi abbandonare le vesti di lutto quando, a Manila, incontra il giovane Don Hernando, il secondo uomo con cui condividere sogni di conquiste.

    Un romanzo ricco di fascino con un personaggio affascinante.



 

 

 

 

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