Di certo chi segue questo blog di libri avrà osservato che le mie scelte
di lettura sono diverse da quelle di ‘prima’: in questo non-tempo in cui il
mondo si è fermato mi è stato possibile non rincorrere sempre le nuove
pubblicazioni e sbizzarrirmi a tirare giù dagli scaffali libri che non avevo avuto
tempo di leggere prima, rimasti in attesa di questo momento per anni. E ho
goduto molto di questa libertà.
Tolkien non era ancora stato tradotto in italiano. L'attore che impersona Frodo sul grande schermo non era ancora nato. Leggevo in inglese "Il signore degli anelli", c'era un temporale, era saltata la luce. Ricordo di avere acceso una candela ed aver proseguito la lettura: per me quell'immagine- io che leggo a lume di candela- è diventata il simbolo della mia passione. Io leggo, sempre, ovunque. E amo parlare di libri, per farli amare dagli altri.
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venerdì 24 aprile 2020
lunedì 16 marzo 2020
Coronavirus 2020
Emergency
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| Khajuraho 16 marzo 2019 |
La foto è dello scorso anno. Non ho voluto mettere una foto di Milano, tristissima e vuota. Ho fatto ricorso a quello che Wordsworth definiva "that inward eye which is the bliss of solitude"- quell'occhio interiore che è la benedizione della solitudine. Benedetta sia la memoria delle cose belle.
Non mi piace mettere dei post personali su
questo, che è un blog in cui si parla di libri. Ma è un momento speciale, un
momento che si è dilatato nel tempo e che ci ha fatto perdere la nozione del
tempo interrompendo ogni nostra routine.
È più di una settimana che non metto piede fuori casa, dovrei avere
tanto tempo libero per leggere e aggiornare il blog. Invece non l’ho fatto e
volevo chiedere ai miei lettori di pazientare se non lo farò con regolarità. Ho
la strana sensazione di stare vivendo dentro il peggiore romanzo distopico che
abbia mai letto ed è questo romanzo
che mi distrae.
Peraltro combatto come posso questa guerra dove il nemico è invisibile. Sono
convinta che ci voglia un’autodisciplina giornaliera per non lasciarsi andare
alla deriva. Forse manco di concentrazione ma la mia giornata inizia con
esercizi di ginnastica, prosegue con lavarsi e vestirsi di tutto punto, con
collana e orecchini come se dovessi incontrare qualcuno, per dedicarmi poi a
rispolverare il tedesco (la lingua straniera che so meno) prima di proseguire
con le letture dei libri di cui vi parlerò. Il pomeriggio è dedicato a seguire
online i nipotini, uno dopo l’altro- e sono cinque in età scolare-, aiutandoli
con i compiti e le lezioni, sostituendomi agli insegnanti che, purtroppo, non
fanno quello che dovrebbero.
Termino con parole di augurio per tutti. Perché usciamo rafforzati da
questa prova. Perché sia occasione di riflessione. E cercherò di essere più
puntuale nel proporvi suggerimenti di lettura.
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