Voci da mondi diversi. India
love story
Kiran Desai, “La solitudine di Sonia e Sunny”Ed.
Adelphi, trad. G. Oneto, pagg. 762, Euro 23,75
Finalmente è tornata Kiran Desai, dopo
quasi vent’anni di silenzio- era il 2007 quando fu pubblicato il suo primo
romanzo, “Eredi della sconfitta”. Ed è un ritorno grandioso, con un libro che è
una storia d’amore fra un ragazzo e una ragazza indiani, ma è anche una storia
d’amore conflittuale per la propria terra d’origine da cui ci si vorrebbe
allontanare e che, tuttavia, ci tiene legati, di amore per la famiglia di cui
si vedono le arretratezze e i difetti ma che, ancora, ci imprigiona con il suo
affetto.
Sonia e Sunny sono i due protagonisti, ci vorrà parecchio tempo, però, prima del loro incontro che forse è proprio voluto dal destino. Perché entrambi vivono negli Stati Uniti, entrambi appartengono a famiglie la cui ambizione era di mandare i figli a studiare all’estero, entrambi cercano di adattarsi, entrambi credono di aver trovato l’amore in un’altra persona che non appartiene al loro mondo. Sonia si innamora di un pittore strambo, narcisista ed egocentrico. Si sentiva terribilmente sola, nel college nel Vermont, prima di incontrare lui, sognava di diventare una scrittrice e poi rimane schiacciata da quell’amore tossico. Sunny vive a New York, è un giornalista alle prime armi, ha una ragazza bionda e diafana che è il suo esatto opposto. Naturalmente non ha mai parlato di questa ragazza alla madre possessiva e gelosa che vive in India.
In teoria la storia d’amore tra Sonia e
Sunny sarebbe potuta iniziare molto tempo prima, quando le loro famiglie, in
India, avevano cercato di organizzare un incontro per un matrimonio combinato.
Quanto si era vergognata Sonia! Un matrimonio combinato di questi tempi…Eppure
l’amico di Sunny, studente di medicina negli Stati Uniti, proprio perché
soffriva anche lui di solitudine, era tornato in India per sposare una ragazza
che non aveva mai visto prima. E comunque sarà il destino a decidere per Sonia
e Sunny, si incontreranno su un treno e poi si rivedranno nella casa dei nonni
perché sono le coincidenze a decidere per loro. Si ameranno, saranno felici, si
lasceranno, si incontreranno di nuovo- è l’amuleto tibetano che il pittore
folle aveva sottratto a Sonia e che è stato ritrovato da Sunny che è artefice
del loro destino insieme?
C’è l’India moderna nel romanzo di Kiran
Desai. C’è, nei due protagonisti, la sensazione di non sapere dove collocarsi,
di sentirsi divisi tra una nuova cultura e nuove idee e il retaggio affettivo e
culturale del paese da cui provengono, dove ci sono le loro radici, dove vivono
le loro famiglie.
Goa
Questo è un riassunto stringato del contenuto del romanzo che, invece, è ricchissimo di altre storie minori, di altri personaggi che aggiungono qualcosa alle vicende di Sonia e Sunny, che ci fanno capire quanto sia difficile il loro distacco da questo mondo, è ricco di luoghi che spaziano da New York a Goa, dalle alture vicino all’Himalaya al Messico, di colori, di leggende. È anche ricchissimo di parole, “La solitudine di Sonia e Sunny”- lo stile di Kiran Desai è superbo, musicale, immaginifico. Tuttavia, se si può fare un appunto, c’è forse troppo in questo romanzo- le prime trecento, quattrocento pagine sono travolgenti, entusiasmanti, poi cala l’attenzione alla lettura e inizia una certa qual stanchezza prima di risollevarsi nella svolta finale che attendevamo, che speravamo di leggere. E se nel personaggio del pittore narcisista c'è qualcosa di Ohran Pamuk, che è stato a lungo il compagno di Kiran Desai, ebbene, è stata una fortuna per la scrittrice se la loro storia è finita.




.jpg)
.jpg)
.jpg)


















.jpg)


