Voci da mondi diversi. Gran Bretagna e Irlanda
Ed.
Frassinelli, trad. ,pagg. 240, Euro
19,00
Quale variante di titoli per questo primo
romanzo dello scrittore irlandese John Broderick scritto nel 1961 e subito
proibito dalla censura irlandese. E non ci stupisce se pensiamo che l’Ulisse di
Joyce non fu bandito ufficialmente ma circolò clandestinamente in Irlanda fino
al 1966, mentre la pubblicazione fu proibita negli Stati Uniti fino al 1933 e
nel Regno Unito fino al 1936.
Il titolo originale del libro di Broderick è “The Pilgrimage”, negli Stati Uniti apparve come “The Chameleons” e ora in Italia esce con il titolo “Gente per bene”. Tutti perfetti, tutti con una leggera sfumatura di significato. “The Pilgrimage” porta l’attenzione sul pellegrinaggio a Lourdes di cui si parla fin dall’inizio- Michael Glynn, reso infermo dall’artrite, spera ardentemente in un miracolo se si recherà a Lourdes. Andrà a Lourdes, partiranno tutti per Lourdes, i protagonisti del romanzo- Michael, la moglie Julia, il nipote Jim che è anche il medico personale dello zio, il servitore Stephen e padre Victor- a voi l’interpretazione del finale. “The Chameleons”- sì, sono tutti dei camaleonti capaci di cambiare l’immagine che danno di sé, i personaggi. Tutta “Gente per bene”, come dice beffardamente il titolo italiano, ironico un poco come ‘italiani, brava gente’, sono la brava borghesia cattolica irlandese che non perde una Messa e ha la fobia del sesso.
C’è un’atmosfera soffocante nella casa dei
Glynn, per quell’invalido pio che spera di comprarsi l’ingresso in Paradiso con
le offerte generose alla Chiesa, per la presenza sorniona del domestico in apparenza
estremamente corretto, sempre presente quando si ha bisogno di lui (fin troppo
presente), per l’irrequietezza che avvertiamo in Julia, molto più giovane del
marito, per quel nipote un poco troppo sollecito verso lo zio, per l’uomo di
Chiesa che non dice mai di no ad un bicchiere di troppo, che forse indovina che
cosa succede in quella casa ma è sempre meglio fingere di non vedere.
Con uno stile pungente e in capitoli brevi si srotola la storia di una piccola Madame Bovary di una piccola cittadina non lontana da Dublino. È troppo giovane Julia per accontentarsi di un marito costretto a letto. Le piace il sesso, non può farne a meno e in casa si aggirano altri due uomini, escludendo il sacerdote. Poi, però, iniziano ad arrivare delle lettere anonime indirizzate a lei e ne intercetta anche una per suo marito. Questo cambia la maniera in cui Julia guarda chi le è intorno…
Non è solo per l’aperto apprezzamento del
sesso che il libro fu bandito dalla censura, è anche- forse soprattutto- per le
allusioni molto esplicite a rapporti omosessuali (ricordiamo che in Irlanda,
tra il 1940 e il 1978, ci sono state una media di 13 condanne all’anno per
omosessualità e che la depenalizzazione delle relazioni omosessuali avvenne
solo nel 1993) e all’ipocrisia diffusa di un comportamento solo in apparenza
rispettoso della religione- si va in chiesa, ci si inginocchia, si rivolge un
volto adorante al crocifisso o alla statua della Vergine e poi? Quando la
domenica è passata, si dimenticano le preghiere, ci si scrollano di dosso le
catene della religione. Questo smascherare la realtà in tono leggero, quasi
sorridendo di nascosto per aver imbrogliato la Chiesa e le sue leggi, era
inaccettabile nell’Irlanda fanaticamente cattolica di un lungo tempo che
sarebbe durato per quasi tutto il secolo scorso. Ed è quello che rende così piacevole
la lettura.





























_presenting_La_petite_bonne.png)