Voci da mondi diversi. Australia
thriller psicologico
Charlotte McConaghy, “Nero come il mare”Ed.
Fazi, pagg. 360, Euro 18,05
Shearwater, un’isola vicino all’Antartide
dove vengono custoditi milioni di semi per poter ricominciare da capo se il
mondo che conosciamo verrà a una fine.
I Salt, una famiglia che ha scelto di vivere
sull’isola. Sono un padre, Dominic, e tre figli. La madre, amatissima moglie di
Dominic, è morta dando alla luce l’ultimogenito. Fino a poco tempo fa c’era
anche un gruppo di ricercatori sull’isola- sono tutti morti o scomparsi.
Le foche, gli elefanti di mare, i pinguini,
gli albatros- incredibile il numero di animali che vivono sulle spiagge di
Shearwater, per non dire delle balene di cui si vede il dorso prima che si
rituffino nelle acque scure. E intanto quelle acque minacciano di sommergere
l’isola, già delle spiagge sono scomparse- è l’effetto del cambiamento
climatico-, è necessario mettere in salvo i preziosi semi. I Salt sono in
attesa di una nave militare che deve arrivare entro tre o quattro settimane.
la banca dei semi nelle Svalbard
Prima della nave arriva, però, una donna-
sembra morta, è ferita, è sopravvissuta a un naufragio. C’è un alone di mistero
che circonda Rowan- perché è lì? Che cosa o chi cerca? C’è un mistero che
circonda lei ma c’è un altro mistero che circonda i Salt. Padre e figli
tacciono, ma è chiaro che non stanno dicendo tutta la verità sui ricercatori
che erano sull’isola. Ad esempio, perché Dominic ha nascosto il passaporto del
capo del gruppetto dei ricercatori? Se fosse vero che è andato via, non avrebbe
dovuto avere il passaporto con sé? E come si spiega tutto quel sangue che
appare cospargendo di luminol il pavimento di una delle capanne? Perché la
figlia diciassettenne non vive con il padre e i fratelli ma sulla spiaggia con
le foche con cui pare intendersi senza parole?
È difficile definire che tipo di thriller
sia, il romanzo di Charlotte McConaghy. Thriller psicologico, thriller
ecologico, romanzo che scava nel dolore della perdita e nella dinamica dei
rapporti famigliari, nell’insorgere della violenza e nella solitudine che può
alterare la personalità. È soprattutto, tuttavia, un romanzo che esalta la
natura e la necessità di agire per preservarla- l’ambientazione sull’isola
battuta dai venti e dall’oceano è straordinaria, i dettagli delle descrizioni
delle piante, dei semi, degli animali e delle loro ‘voci’ sono affascinanti
nonché istruttivi, sono uno stimolo per la nostra curiosità e per il nostro
desiderio di saperne di più.
isola Macquarie
Se molto è frutto dell’invenzione della
scrittrice (una banca dei semi esiste nelle isole Svalbard ma non
nell’Antartide), se l’isola di Shearwater non esiste, esiste però l’isola
Macquarie, a circa metà strada tra la Tasmania e l’Antartide, patrimonio
dell’umanità UNESCO, composta interamente da crosta oceanica e rocce del
mantello terrestre, un rifugio per la fauna selvatica- milioni di pinguini (è l’unico luogo di riproduzione al mondo per
la specie dei pinguini reali), oltre a elefanti marini e foche sono ospitati
sull’isola. Inoltre, sulla parte settentrionale si trova la Macquaire Island
Station, una base di ricerca permanente gestita dall’Australian Antarctic
Division.
È
alla Macquaire che Charlotte McConaghy si è ispirata e, come sempre accade,
sapere che c’è una ‘vera’ realtà dietro quella della finzione letteraria, rende
la lettura ancora più interessante.






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