Voci da mondi diversi. Stati Uniti d'America
psicothriller
Bruce Holsinger, “Colpevolezza”
Ed.
e/o. trad. Dario Diofebi, pagg. 412, Euro 19,95
Una famiglia in automobile. Padre, madre,
tre figli. Al volante c’è Charlie, quasi diciotto anni, al suo fianco il padre,
Noah, che sta lavorando al computer, dietro la madre Lorelei, famosa a livello
mondiale per i suoi studi sull’intelligenza artificiale, e le due sorelline di
Charlie.
Poi, l’incidente. L’automobile è un minivan autoguidato, Alice, dal sedile posteriore, strilla quando vede un’altra auto venire verso di loro, Charlie sterza disattivando il pilota automatico. L’impatto. Solo Noah è del tutto incolume, gli altri membri della famiglia riportano danni vari. I coniugi anziani a bordo dell’altra auto sono morti.
Non è solo la polizia a cercare di appurare
la meccanica dell’incidente e di chi sia la colpa. Tutti i membri della
famiglia non sono capaci di dimenticare, tutti si indagano, tutti si scoprono
colpevoli con il passare dei giorni. Quando una automobile auto comandata è
coinvolta, si può incolpare l’Intelligenza Artificiale? Si può incolpare chi ha
elaborato il sistema? Oppure: era lecito che Charlie fosse distratto, anche se,
in teoria, avrebbe dovuto potersi fidare degli algoritmi che regolavano la
macchina? Oppure: essendo lui minorenne, suo padre non avrebbe dovuto
sorvegliare la sua guida invece di lavorare sul laptop? Oppure: e se Alice non
avesse gridato? Che cosa avrebbe deciso di fare l’IA? Oppure: e se la sorellina
minore…E se…? E se…?
La trama si arricchisce di altri elementi che, da una parte, diluiscono la traccia principale, dall’altra offrono altri spunti per riflettere sulla responsabilità personale e sul senso di colpa. La famiglia ha affittato una casa al mare, hanno tutti bisogno di rilassarsi. Guarda caso, però, la mega-villa vicino alla loro appartiene ad un ricchissimo magnate della tecnologia e Noah capisce presto che conosce- e molto bene- sua moglie. Che tipo di rapporto c’è fra di loro? Succederà altro ancora, dopo che Charlie si innamora della figlia del magnate e, ancora una volta, ci si chiederà di chi è la colpa.
Possiamo attaccare l’etichetta di
‘psicothriller’ al romanzo di Bruce Holsinger. Per un motivo o per l’altro la
suspense è fortissima e la narrativa è molto vivace, alternando quella
principale, in cui Noah è la voce narrante, a dialoghi di Alice su Chatbox, a
estratti di un presunto saggio della moglie di Noah che ci aiuta a mettere a
fuoco e a meditare sul nucleo principale del libro, quello che è, al di là di
tutti gli incidenti, la sua principale attrattiva- come cambieranno le nostre
vite a mano a mano che l’IA prenderà sempre più spazio e più iniziativa? Ed è
possibile insegnare il bene all’IA? Ci si deve accontentare delle statistiche
che riportano che, ad esempio, le vittime civili dei droni usati in guerra sono
in numero inferiore a quelle che ci sono state con armi tradizionali? sono
tutti quesiti interessanti che rendono il libro una lettura interessante per il
suo carattere di novità.






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