domenica 8 maggio 2022

Delphine De Vigan, “Tutto per i bambini” ed. 2022

                                             Voci da mondi diversi. Francia

        warning novel

Delphine De Vigan, “Tutto per i bambini”

Ed. Einaudi, trad. Margherita Botto, pagg. 296, Euro 19,00

 

   Ironia di un titolo. “Tutto per i bambini”- è la giustificazione che si dà a se stessi e agli altri, di fare tutto per amore dei bambini, per il loro bene. Siamo certi che sia il loro bene, o no, piuttosto, quello dei genitori che li manovrano?

    Il passato di Mélanie, mamma di Sam e Kimmy (otto e sei anni), contiene una grande frustrazione. Appassionata di televisione e di reality, si era iscritta per prendere parte ad un reality show ed era stata scartata dopo la prima puntata. È quella vecchia sconfitta che la spinge a cercare una rivincita sfruttando le possibilità della nuova tecnologia e mettendo online su youtube i filmati della vita quotidiana dei suoi bambini?

L’inizio era stato lento- capire come fare, istruire i bambini (Kimmy aveva solo due anni), coinvolgere il marito che si era licenziato per avere più tempo, rispondere ai commenti, investire soldi per comprare vestitini e giochi, curiosare quello che veniva fatto all’estero e nella stessa Francia da chi aveva già raggiunto un notevole successo con un alto numero di follower.


I follower: parola chiave, indice di notorietà e gradimento. Perché a poco a poco Happy Récré aveva acquistato fama, il numero dei follower e dei pollici alzati nel like era schizzato a cifre strabilianti- si parlava di milioni e non di migliaia. Pacchi su pacchi venivano recapitati a casa loro perché fosse fatta una scelta e i vari prodotti venissero reclamizzati. Mélanie aveva organizzato un locale apposta per le riprese- in pratica dal risveglio all’ora di andare a letto i bambini erano sotto l’occhio della videocamera, Sam obbediente, Kimmy sempre più recalcitrante.

Ricordate il film “The Truman Show” del 1998 in cui il protagonista viveva dentro un reality senza saperne nulla? Ecco, così è la vita di Sam e Kimmy, con la differenza che loro lo sanno, che soffrono perché presi di mira dai compagni di scuola, che sono manipolati per credere di essere fortunati, circondati dall’affetto dei loro fan a cui danno il buongiorno ogni mattino mandando loro ‘baci stellati’.


      Finché un giorno- è il 2019- Kimmy scompare. Stava giocando a nascondino con il fratello, l’avevano vista entrare nel locale immondizie e poi…non c’era traccia di lei. Un rapimento? Delle indagini si occupa Clara, una giovane poliziotta che è cresciuta in un ambiente totalmente opposto a quello di Kimmy: niente televisione in casa sua, genitori liberali che si battevano contro il consumismo e il conformismo. Dopo lo sguardo dall’interno (quello di Mélanie), l’esame dei filmati da parte di Clara ci offre lo sguardo dall’esterno di quella ossessiva ed estenuante vita sotto l’occhio di un Grande Fratello ben diverso da quello di Orwell, forse ancora peggiore.

    L’ultima parte del libro è proiettata nel futuro. Sono speculazioni, ma l’esempio di quanto è successo a molte baby star del cinema le rende del tutto credibili. Che ne è di Sam e Kimmy diventati adulti? E di Mélanie, quando deve cambiare tipo di filmati, dopo che i figli hanno abbandonato il nido? Aveva fatto così tanto per loro…

    “Tutto per i bambini” è un libro agghiacciante. È sufficiente andare su Instagram per vedere quanti sono i video con bambini postati dai genitori. In apparenza sono innocui, forse non ci si accorge neppure subito dei retroscena. Dopo si inizia a notare la frequenza in aumento, a riprova di come chi mette online i filmati diventi dipendente dall’indice di visualizzazioni, una vera e propria sorta di droga. Anche l’elemento pubblicitario non è subito evidente, striscia subdolo nei filmati mentre di certo grosse somme di denaro entrano nelle tasche dei genitori. Ma è ‘tutto per i bambini’…

Una legge tutela il diritto all’immagine dei bambini- serve a poco, almeno sul momento, forse a posteriori i figli possono portare in giudizio i genitori.

Un libro da leggere. Purtroppo lo leggerà solo chi è già convinto della non eticità di sfruttare i minori sul web.

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