sabato 2 marzo 2019

Natasha Solomons, “I Goldbaum” ed. 2018


                                      Voci da mondi diversi. Gran Bretagna e Irlanda
           storia di famiglia
        prima guerra mondiale


Natasha Solomons, “I Goldbaum”
Ed. Neri Pozza, trad. Laura Prandino, pagg. 476, Euro 18,00

    Vienna 1911. Il mondo non lo sa ancora- la gente comune non lo sa ancora-, ma ci sono già rumori di guerra in sottofondo. Vienna è ancora la gloriosa capitale dell’impero asburgico, forse è un po’ vecchiotta, come l’Imperatore inossidabile dai favoriti bianchi e il portamento eretto, non ha lo scintillio di Parigi e neppure l’aura di raffinatezza di Londra. Si vive bene, a Vienna. Chi ha soldi vive bene. Gente come i Goldbaum- già il nome, albero d’oro, dice tutto-, ad esempio. Gli altri, molto meno bene. Di sopra, alla luce del sole, i Goldbaum nella splendida dimora, circondati e serviti da uno stuolo di domestici. Di sotto, nelle gallerie della rete fognaria di Vienna (quella resa famosa dal film “Il terzo uomo”) i Kanaltrotter frugano nei rifiuti in cerca di qualunque cosa possa essere o mangiato o venduto o barattato. Il bambino Karl è uno di questi e il suo punto preferito di ricerca è proprio sotto il palazzo Goldbaum dove sa di poter fare un ricco bottino. E poi i Goldbaum sono generosi- presentandosi alla porta sul retro si può essere sicuri di ricevere sempre qualcosa da mangiare per mano dei servitori.

     Le due narrative sono una arguta variante delle due scene tipicamente britanniche, ‘upstairs’ e ‘downstairs’, che contrappongono due abissalmente diversi stili di vita. La prima narrativa è quella che predomina ne “I Goldbaum”, ma Natasha Solomons trova un modo per farle convergere nella parte finale. L’inizio è leggero e ci conquista. Veniamo introdotti alla famiglia Goldbaum di Vienna- padre banchiere, madre che pensa di occuparsi dei figli perché va a vederli nella nursery una volta alla settimana, due figli, Otto (appassionato astronomo che sa che sarà obbligato a mettere da parte la sua passione per occuparsi degli affari paterni) e Greta, spumeggiante e ribelle, che dovrà piegarsi alla tradizione famigliare e sposare il cugino Albert dei Goldbaum inglesi. E’ solo con matrimoni endogamici che i Goldbaum hanno mantenuto e accresciuto la loro ricchezza e la loro potenza. E così Greta parte per l’Inghilterra senza aver mai conosciuto l’uomo che diventerà suo marito.
     Dal 1911 al 1917 seguiamo le vicende dei Goldbaum. Di Greta soprattutto, della sua storia d’amore iniziata male e poi sbocciata nella felicità piena, ma anche degli altri Goldbaum, di suo fratello Otto senza il quale Greta non saprebbe immaginare la sua vita e del cugino Henri del ramo francese, Henri che va contro tutte le regole non scritte della famiglia innamorandosi di un’attrice e mettendola incinta. Ma il romanzo di Natasha Solomons non è solo una saga famigliare di modello ottocentesco, perché sotto il nome fittizio dei Goldbaum noi leggiamo quello dei Rothschild, nello stemma dei Goldbaum con i cinque cardellini sul ramo di sicomoro noi vediamo quello dei Rotschild con il pugno chiuso e le cinque frecce che simboleggiano le cinque dinastie dei cinque figli del capostipite Mayer. Ci accorgiamo allora, trascinati dall’incantesimo di una narrazione che mescola abilmente descrizioni di interni, di abiti, di tecniche di giardinaggio, di collezioni di farfalle con discorsi di finanza e rapporti politici fra gli stati, che dietro alla storia d’amore c’è una Storia di ben altro peso e questo diventa un romanzo di guerra vista dalla parte delle banche.

     E’ scomparsa la leggerezza nella parte finale de “I Goldbaum”. Quello che era il vantaggio della famiglia- avere una House of Goldman in cinque diversi paesi- diventa una causa di fragilità se questi paesi sono in guerra su fronti avversi, se i membri della famiglia devono scegliere a chi dare la loro lealtà. L’imperatore è morto, l’Austria non è più felix, l’albero d’oro luccica di meno ora che ha perso alcuni dei suoi figli. Perché il denaro può tenere a bada la morte ma non per sempre.
     Appassionante, struggente, romantico e drammatico, con dei personaggi ben caratterizzati e splendide vedute di paesaggi e magioni inglesi, “I Goldbaum” piacerà alle lettrici che amano i romanzi storici. E anche a quelle a cui piacciono i romanzi d’amore. A tutte, insomma.

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la recensione sarà pubblicata su www.stradanove.it


    

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