Tolkien non era ancora stato tradotto in italiano. L'attore che impersona Frodo sul grande schermo non era ancora nato. Leggevo in inglese "Il signore degli anelli", c'era un temporale, era saltata la luce. Ricordo di avere acceso una candela ed aver proseguito la lettura: per me quell'immagine- io che leggo a lume di candela- è diventata il simbolo della mia passione. Io leggo, sempre, ovunque. E amo parlare di libri, per farli amare dagli altri.
mercoledì 19 agosto 2020
Nava Ebrahimi, “Sedici parole” ed. 2020
lunedì 17 agosto 2020
Franco Faggiani, “Non esistono posti lontani” ed. 2020
sabato 15 agosto 2020
Klüpfel & Kobr, “La recita” ed. 2020
giovedì 13 agosto 2020
Andrea Camilleri, “Riccardino” ed. 2020
martedì 11 agosto 2020
Sally Magnusson, “La donna venuta dai ghiacci” ed. 2020
domenica 9 agosto 2020
Sandro Veronesi, “Il colibrì” ed. 2019
martedì 4 agosto 2020
Barbara Bellomo, “Il libro dei sette sigilli” ed. 2020
Nell’anno 1191 una bambina, in fuga con lo zio dai crociati, arriva nei
pressi della rocca di Masada e, cercando rifugio in una grotta, trova un’anfora
in cui è nascosto un libro di ferro le cui pagine sono chiuse da sette sigilli.
I nostri tempi. La scrittrice Margherita Mori ha appena pubblicato un libro d’avventura intitolato “Il libro delle profezie” ed ha iniziato un giro di presentazioni. Nel romanzo, basato su ricerche da lei fatte nelle biblioteche meno accessibili, si parla di un libro profetico ricercato da molti come fosse il Graal, un libro antichissimo con pagine di ferro e parole incise in una lingua strana, mai vista. Si dice che ogni pagina contenga una profezia e, se qualcuno rompe il sigillo che ne assicura la chiusura, terribili sciagure affliggeranno l’umanità, una peggiore dell’altra. È un libro frutto di invenzione con un aggancio ad un favoleggiato testo ritrovato nel deserto, come i rotoli di Qumran. Oppure, senza neppure esserne consapevole, Margherita ha messo nel romanzo qualcosa di rivelatore per ‘chi sa’, qualcosa che lascia pensare che lei sappia di più di quanto scriva? Perché il padre gesuita Costarelli, che ha presentato il suo romanzo ad un pubblico di lettori, chiede di parlarle in privato e, un giorno dopo l’incontro, muore piuttosto misteriosamente.
Inizia così, dentro il primo romanzo scritto da Margherita, un altro romanzo
di avventura le cui pagine, in capitoli più brevi che si alternano con quelli
de “Il libro dei sette sigilli”, raccontano la storia disperata della
resistenza al dominio romano da parte dei ribelli abitanti della Palestina, di
come sia stato trovato e nascosto il libro di ferro, di come solo una donna
fosse in grado di decifrarlo e come si fossero avverate le profezie catastrofiche
delle prime pagine aperte.
Non si capirebbe il romanzo dell’avventura vissuta da Margherita se non si prendesse in considerazione, però, un’altra storia di avventura, quella del libro stesso di cui si sta parlando, passato di mano in mano, di paese in paese, ricercato dai gesuiti e da un misterioso Ordine della Rivelazione composto da membri che vengono rimpiazzati ogni volta che ne muore uno. Perché si vuole scatenare la fine apocalittica del mondo? Sono le forze del Bene e del Male che si contendono il libro? Di certo quelle del Male sembrano le più forti nella concatenazione di eventi che vedono scomparire, una dopo l’altra, le persone che hanno avuto a che fare con Margherita. Pare che a lei, invece, venga mandato un avvertimento. Forse pensano di farsi guidare da lei per arrivare al libro. Forse pensano che lei sia, comunque, l’unica in grado di capire quanto c’è scritto. Tra fughe, cambiamenti di abitazione nonché di aspetto fisico e abbigliamento, protetta da due ‘angeli custodi’ della polizia- Erika Cipriani, brusca eroina reduce dall’Iraq, e Landi, l’ombroso capitano con un passato macchiato che sembra innamorarsi di lei- Margherita riesce a scampare a più di un agguato pur continuando a inseguire il suo Graal. Il finale che capovolge tutto arriva senza grosse sorprese anche se tiene il lettore con il fiato sospeso.
Con una trama che, pur essendo trascinante, echeggia romanzi già letti,
il romanzo punta sui tre personaggi principali, quello della scrittrice affetta
da ipermnesia, un disturbo o una qualità per cui ricorda tutto (impossibile non
pensare che anche Isabella, protagonista dei libri precedenti di Barbara
Bellomo, aveva una pecca singolare- era cleptomane), e quelli dei due
poliziotti, senza peraltro renderli memorabili.
Una lettura piacevole per l’estate, che ci lasceremo presto alle spalle come l’estate.
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Mi scuso per la grafica: è stata cambiata l'interfaccia e non ho ancora imparato a gestirla.






























