lunedì 5 ottobre 2015

Yasmina Khadra, “L’equazione africana” ed. 2012

                                                    Voci da mondi diversi. Africa
                 il libro ritrovato


Yasmina Khadra, “L’equazione africana”
Ed. Marsilio, trad. Raffaella Fontana, pagg. 313, Euro 19,00

       Uno stimato dottore con uno studio medico a Francoforte, Kurt Krausmann, va in pezzi dopo la morte della moglie Jessica. Ha trovato lui il corpo nella vasca da bagno: Jessica si era suicidata. Tra tutte le ipotesi che poteva aver fatto sulle motivazioni dell’insolito comportamento della moglie negli ultimi tempi, Kurt non aveva pensato ad un disagio così profondo da spingerla ad un atto disperato. A quanto pare- glielo rivela un’amica di Jessica- sua moglie non aveva ricevuto una promozione che si aspettava nella società per cui lavorava ed era questa la causa della sua depressione.
Per uscire dalla sua, di depressione, Kurt Krausmann accetta l’invito di un amico: partiranno per le isole Comore dove Hans Makkenroth intende allestire un ospedale per conto di un’associazione caritatevole di cui è membro. E succede che, al largo della Somalia, la loro imbarcazione viene attaccata dai pirati che  prendono prigionieri i due tedeschi. Incomincia l’incubo per Kurt Krausmann e Hans Makkenroth che non hanno idea di dove vengano trasportati, che non riescono a capacitarsi del modo in cui vengono trattati, nello spregio totale dei diritti umani. Che cosa vuole da loro questo manipolo di guerriglieri? Pensano di chiedere un riscatto? Ma è del tutto impossibile che qualcuno si muova per un semplice dottore come è Kurt. E intanto prosegue il viaggio attraverso l’Africa orientale, sorvegliati da un nero che porta occhiali senza lenti e che ama avere un libro in mano (non sa leggere ma gli piace guardare le parole), guidati da un capo- Joma- che è un colosso violento, rabbioso, sorprendentemente colto.
E’ un addentrarsi nel ‘cuore di tenebra’ sotto il sole implacabile del deserto, è come se i personaggi fossero usciti dall’intricata foresta conradiana per proseguire nella luce delle fiamme di un nuovo inferno. Forse non è neppure un caso che il protagonista si chiami Kurt- solo una z in meno nel nome rispetto al Kurtz del famoso e ineguagliabile romanzo di Joseph Conrad. Perché l’orrore di cui il Marlow di Conrad ha una visione fugace, l’orrore confessato da Kurtz morente (“L’orrore! L’orrore!) che è un atto di accusa contro la politica coloniale europea, è come una premessa e una spiegazione dell’orrore dell’Africa moderna. Una giustificazione per la furia e la rabbia esplosiva di Joma in quanto rappresentante dei popoli africani. Joma che si comporta da selvaggio, capace di barbare efferatezze perché questo è il ruolo che i bianchi gli hanno cucito addosso; Joma  che è un sarto poeta, insignito del premio Senghor, pari a qualunque bianco- non solo in quanto essere umano ma anche per cultura e intelligenza; Joma che è il doppio africano di Kurt Kraussman, che è rimasto vedovo come Kurt ma in circostanze ben differenti. Eppure, se Kurt si trova di fronte a Joma, se Joma ha assaltato l’imbarcazione su cui si trovava Kurt, è per un motivo personale uguale e diverso- dietro la spinta che ha portato uno a salpare per le Comore e l’altro a formare un gruppuscolo di ribelli si apre il baratro fra l’Europa e l’Africa, più vasto di quello riempito dalle acque del Mediterraneo. Kurt lo capirà con sgomento alla fine di tutto, quando sarà rientrato a Francoforte, dove agognava di essere e dove non riesce più a vivere.


     Anche il lettore avanza nel cuore di tenebra insieme a Kurt e al suo nuovo compagno di viaggio, il francese che ormai si considera un africano e per questo si sente tanto più offeso per la prigionia che subisce insieme a Kurt. Se Kurt esce cambiato da questa tremenda avventura- e in una maniera che mai avrebbe creduto possibile-, anche il lettore non può restare insensibile a fine lettura. Perché, pur risentendo a tratti di un certo didatticismo, pur avendo ogni tanto l’impressione che Yasmina Khadra (pseudonimo per Mohammed Moulessehoul) abbia una tesi da dimostrare, il romanzo ha sul lettore un impatto fortissimo, lo costringe a considerare ‘la questione africana’ (che viene ad essere ‘l’equazione africana’) da un punto di vista interno, lo obbliga a rivedere idee preconcette.

la recensione è stata pubblicata su www.stradanove.net


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