martedì 21 aprile 2026

Marco Cosentino e Domenico Dodaro, “La radiomante di Himmler” ed. 2026

 





                                                   Casa Nostra. Qui Italia

           romanzo storico
            spy story


Marco Cosentino e Domenico Dodaro, “La radiomante di Himmler”

Ed. Neri Pozza, pagg. 320, Euro 19,00

 

    Il romanzo si apre con una scena per noi difficile da comprendere: è il 1918, a Porto Santo Stefano, in Toscana, una ragazzina di tredici anni si è sentita male dopo essere tornata a casa, ha detto che aveva avuto forti giramenti di testa, è svenuta. A casa vomita un liquido scuro con una patina iridescente.

     Quella ragazzina è la protagonista del libro “La radiomante di Hitler”, scritto a quattro mani da Marco Cosentino e Domenico Dodaro che hanno il merito di far uscire dall’ombra la figura di una donna dimenticata dalla Storia. Nella finzione letteraria si chiama Maria Magnani e suo marito, ex colonnello dell’aviazione, Cosimo Corsi. Nella realtà lei era Maria Mataloni e lui Costantino Cattoi. Si erano conosciuti nel 1930, quando Maria, con in mano una bacchetta, aveva trovato una fonte idrica. Insieme avevano fondato una società radio geotecnica per la ricerca di fonti idriche, minerarie e archeologiche. Un filmato in bianco e nero dell’Istituto Luce testimonia il ritrovamento di resti etruschi a Leprignano. È il filmato che porta l’esistenza di Maria e delle sue doti straordinarie alla conoscenza del Reichsführer Heinrich Himmler, il secondo uomo più potente della Germania nazista. È qui che la realtà cede il posto all’immaginazione degli scrittori per una insolita spy-story che si svolge tra Berlino e Porto Santo Stefano, tra il fragore e la distruzione dei bombardamenti e la pace idilliaca.

parco archeologico di Roselle

    Himmler vuole Maria. A qualunque prezzo, anzi, ad un prezzo altissimo, un milione di lire che salverebbe la società dei due coniugi, in passivo da quando le doti di Maria si sono attenuate. La vuole perché crede che lei possa trovare il leggendario Oro del Reno con cui il suo posto privilegiato accanto a Hitler sarebbe assicurato. Vengono inviati in Toscana due agenti delle SS sotto copertura- fingono di essere interessati al ritrovamento di Atlantide, tema caro a Cosimo Corsi, per non scoprirsi troppo. E, guarda caso, arriva a Porto Santo Stefano un’altra coppia- lui è un americano che finge di essere un professore francese e, strana coincidenza che inizia a sembrare strana a Cosimo Corsi, anche lui è interessato alle ricerche del marito di Maria. Sospettano qualcosa i due italiani? Di certo sono allettati dai soldi ma, se la sentono di trasferirsi in Germania? E se Maria non riuscisse a soddisfare la richiesta, ora che sono consapevoli che l’attenzione è rivolta a lei?

Himmler

     Le scene erotiche del romanzo sembrano un poco fuori posto, ma sono una strizzata d’occhio a scene simili tipiche delle spy-story. Maria Magnani, che dovrebbe essere il personaggio principale, è un poco sbiadita in confronto alla coppia di spie tedesche e soprattutto in confronto a Himmler di cui ci viene data un’immagine diversa. Si accentua la sua propensione per le scienze esoteriche, per la divinazione, l’astrologia, insieme ai discorsi sulla razza (anche gli italiani sono disprezzati come una razza inferiore, un popolo privo di onore, codardo e vigliacco) ritornano di frequente quelli che esaltano la superiorità ancestrale della razza ariana. E poi è un marito e padre sollecito che telefona ogni giorno non alla moglie ma all’amante da cui ha avuto un figlio. L’ultimo dettaglio che completa il personaggio- esempio perfetto della banalità del male- è dato dai dolori addominali di cui soffre (psicosomatici?) e che possono essere alleviati solo da un massaggiatore di cui ha piena fiducia, anche se non è tedesco, anche se non è di ‘pura razza ariana’.



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