giovedì 30 dicembre 2021

Ivana Sojat, “Segreti di famiglia” ed. 2021

                                                             Voci da mondi diversi. Croazia

            saga
   la Storia nel romanzo

Ivana Sojat, “Segreti di famiglia”

Ed. Voland, trad. V. Marconi, pagg. 400, euro 20,00

 

    Un viaggio in treno da Zagabria a Osijek, dalla capitale alla seconda città più importante della Croazia. Fine anni ‘90. Erano diciotto anni che Katarina non ritornava a Osijek. L’hanno avvisata che sua madre sta per morire. Quando Katarina arriva, sua madre è già morta. Meglio così, forse, piuttosto che una riconciliazione frettolosa suggerita dalla pietà. Il ritorno nella vecchia casa e l’incontro con Jozefina, la più cara amica di sua nonna, sono lo spunto per riguardare il passato, per lasciarsi sommergere dall’onda dei ricordi, per ascoltare le storie della sua famiglia di cui Katarina non sapeva nulla, per ricostruire, insieme alle storie private, anche la Storia della Croazia che un tempo faceva parte dell’impero austro-ungarico.

    Quanti segreti, quanta sofferenza, quanta felicità risicata in questa famiglia di quattro generazioni di donne- la bisnonna Viktorija, la nonna Klara, la madre Marija e infine lei, Katarina che finisce per non sapere più chi è, quale sia il suo vero cognome. La vita è fatta di amore e di morte, di pace e di guerra, di fortune alterne che vanno dalla ricchezza alla povertà. Viktorija si era innamorata del bel Rudolf che, dopo gli anni della guerra del ‘14-‘18, era tornato un altro uomo, si era messo a bere per allontanare gli spettri che infestavano la sua memoria. Adesso si curerebbe come un caso di shock post-bellico, allora…si perdeva la pazienza con un uomo che si rivelava debole. Dall’amore Viktorija era passata al disprezzo, e per fortuna c’erano i figli, per fortuna c’erano i suoi genitori che erano ricchi.

Osijek

    Basta guerre- almeno così sperava Viktorija. E invece no. E la seconda guerra mondiale avrebbe avuto in serbo altre calamità famigliari, oltre agli eccidi di cui si sentiva parlare, oltre all’amica ebrea che era stata fatta salire su un camion e non se ne era più saputo nulla. Succede in tutte le famiglie ed era successo anche nella loro- il primogenito Adolf e la seconda nata, la bella Greta, il monellaccio di famiglia che calcava il palcoscenico, erano diventati nemici, l’uno nazista e l’altra nelle fila dei partigiani. Eppure, nel 1945, quando tutta la famiglia, per via di quel cognome tedesco che poi avrebbero cambiato, era stata portata in un campo di concentramento partigiano (era lì che erano morte le bambine di Klara e di Jozefina), se ne erano venuti fuori, macilenti e divorati dai pidocchi, era stato grazie all’intervento di Greta. Ne erano usciti, ma avevano trovato le loro case occupate spavaldamente da altri, amici dei ‘rossi’.

   


C’è ancora tanto altro che Katarina apprende, ci sono vecchie fotografie sbiadite con persone che lei non riconosce- non tutte almeno. Bambini che sono morti troppo presto di cui resta solo una ciocca di capelli conservata come un tesoro, che non sono mai scomparsi del tutto nell’aldilà ma riappaiono, passando attraverso le pareti, accanto alle loro mamme che parlano con loro. Come fa nonna Klara, forse il più bel personaggio di questo splendido romanzo. Perché Klara, troppo piccola per ricordarsi del padre ubriacone, si è sposata per amore ed è una figura luminosa che irraggia amore, verso il marito, i figli, la nipote Katarina, l’amica Jozefina.

     Se è vero che leggiamo per vivere altre vite oltre alla nostra, per immergerci in altre storie diverse dalla nostra, per conoscere la Storia di paesi di cui non sapevamo nulla, un romanzo come “Segreti di famiglia” è perfetto. Leggerlo è come vedere una porta spalancarsi davanti a noi e inoltrarci in una realtà che all’inizio facciamo fatica a capire e poi ci stupiamo di averla potuta ignorare. E intanto la capacità affabulatoria di Ivana Sojat ci ha tenuto legati fino all’ultima pagina, quando ogni segreto è venuto alla luce, quando gli spettri del passato hanno finalmente trovato la pace e Katarina è tornata a Zagabria.


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