giovedì 13 giugno 2019

Stefan Merrill Block, “Oliver Loving” ed. 2019


                                    Voci da mondi diversi. Stati Uniti d'America


Stefan Merrill Block, “Oliver Loving”
Ed. Neri Pozza, trad. M. Ortelio, pagg. 351, Euro 18,00


     Il tuo nome è Oliver Loving. O forse no. Qualcuno dirà che è un nome di fantasia, ma in fondo ti si addice.
    E’ vero, sembra un nome di fantasia, con quel cognome, Loving, che suggerisce tanto della sua indole. E può benissimo anche non essere il suo vero nome, perché- quante storie abbiamo letto, purtroppo, nelle notizie di cronaca, di stragi nelle scuole, di studenti morti o gravemente feriti? E allora sì a Oliver Loving, un nome per tutte le vittime innocenti di un atto di folle violenza.
Siamo a Bliss (vogliamo indugiare ancora sul significato dei nomi? Bliss, Beatitudine, per una cittadina che ha ben poca felicità, situata com’è nel Texas occidentale, sul limitare del deserto che confina con il Messico- quanti drammi in quella zona, prima, durante e dopo, in un paese e in un tempo che ha sostituito la discriminazione contro i neri con quella contro gli ispanici. Oppure ha aggiunto questa a quella. A Bliss, la sera di un 15 novembre (l’anno non è precisato, com’è giusto), un ragazzo messicano entra nella scuola che aveva frequentato qualche anno prima e apre il fuoco sugli studenti che stanno preparando una rappresentazione. Anche l’insegnante è colpito a morte. Fuori dall’aula si imbatte in Oliver Loving (che non dovrebbe affatto essere lì) e gli spara. Disarmato dal bidello, si uccide con un’altra arma che aveva con sé.  Oliver non muore. Forse sarebbe stato meglio per lui. Resta in coma vegetativo in un letto d’ospedale. E la sua famiglia si sfascia.

    Oliver, diciassette anni. Suo fratello Charlie, tredici anni. La mamma Eve. Il padre Jed. Rebekkah Sterling, il primo amore di Oliver. Sono i personaggi che si alternano sulla scena del romanzo, ognuno con la sua storia personale, con le sue reazioni e i suoi sentimenti, i suoi sensi di colpa. Ognuno con la parte che ha avuto in quello che è successo a Oliver. Ognuno con quello che farà di sé e della sua vita dopo Oliver. Perfino la scuola chiude i battenti. E il ranger di Bliss non si stancherà di cercare di capire, per dieci anni, perché è successo- rifiuta la soluzione facile del ‘non c’è un motivo. La follia’. Dieci anni dopo Oliver è sempre immobile, Charlie è andato a New York e passa giornate inconcludenti invece di scrivere il libro che intendeva scrivere su suo fratello (quello che inizia con C’era una volta un ragazzo che cadde in un varco del tempo- leitmotiv di tutto il romanzo), Eve vuol credere che il figlio si risveglierà, Jed beve e fa stravaganti sculture, Rebekkah (che non è mai stata la ragazza di Oliver) non riesce a dimenticare.

      Stefan Merrill Block ha una propensione per esplorare la psicologia dei personaggi, per immaginare i pensieri di un cervello non più integro (penso al suo primo romanzo, “Io non ricordo”), per esplorare le conseguenze di comportamenti e azioni. E riesce ad universalizzare il dramma di Oliver inserendolo nelle problematiche della dinamica famigliare. In più ha messo a fuoco, in questo ultimo romanzo, due tematiche scottanti- la diffusione della violenza e la facilità di procurarsi delle armi, e il razzismo nei confronti degli ispanici. “Oliver Loving” è un bel libro che, tuttavia, soffre di alcune lungaggini e ripetizioni, rallentando il ritmo nella parte centrale.

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