lunedì 4 agosto 2014

Håkan Nesser, "Una donna segnata" ed. 2002

cento sfumature di giallo
vento del Nord
il libro ritrovato


Una canzone prima di uccidere
Håkan Nesser, "Una donna segnata"
 Ed. Guanda, pagg. 295, Euro 14,00

Giornata lugubre, pioggia, una ragazza soltanto nel cimitero di Maardam, in Svezia, mentre viene calata la bara nella fossa. Era sua madre. E lei le ha promesso qualcosa prima che morisse. E' il 23 di dicembre, meno di un mese dopo un ricco imprenditore viene trovato morto in casa, due colpi al torace, due all' inguine. Al primo di febbraio un altro morto, un insegnante questa volta. Ucciso nello stesso modo. E' a questo punto che il commissario Van Veeteren (che abbiamo già conosciuto ne "La rete a maglie larghe") capisce che non è un caso. A entrambi gli uomini erano arrivate telefonate in cui si sentiva solo una canzone degli anni '60. Si trova una fotografia in cui sono ripresi tutti e due, quando frequentavano l' accademia militare, tra il '64 e il '65.
Ci sono altri 33 ragazzi nella foto. Ne morirà qualcun altro? Atmosfera tesa nel corpo di polizia, con un Van Veeteren raffreddato e stranamente vulnerabile che resta vittima di un brutale assalto di giovani teppisti per strada, un atto di violenza assolutamente ingiustificata in contrasto con quella dell' ignoto assassino che, invece, sa esattamente che cosa vuole fare e perché. Con una musica che fa da colonna sonora - non fa venire niente in mente alle vittime? Con quei colpi sparati in basso su dei cadaveri. E' la donna del poliziotto Reinhart che dice per prima, "allora l' assassino deve essere una donna". E il lettore lo sa già anche se non ne sa il motivo e lo intuisce a poco a poco, mentre Håkan Nesser riesce ugualmente a creare una suspense nell' attesa della scelta della vittima seguente. E delle modalità, adesso che l' assassino ha esaurito l' elemento sorpresa. Ci sorprende lo stesso. Riesce a portare a termine il compito che si era prefisso, una vendetta che prende l' aspetto di una giustizia umana, perché ci sono delle azioni "dalle quali non ci possiamo mai riscattare. E per le quali non possiamo nemmeno domandare perdono." Perdono che nessuno si era mai sognato di chiedere. Per delle vite rovinate di cui nessuno si era interessato. Giusto anche che l' ultimo colpevole venga ammazzato il giorno della festa della donna. Meglio delle mimose. Continua a piovere sul mare che accoglie l' ultimo corpo. Senza nome. Un giallo pulito, teso, tristemente disperato, scritto in uno stile elegantemente freddo che ben si addice all' ambiente nordico.

 la recensione è stata pubblicata su www.stradanove.net




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