domenica 8 aprile 2018

Elizabeth Jane Howard, “All’ombra di Julius” ed. 2018


                                 Voci da mondi diversi. Gran Bretagna e Irlanda
        storia di famiglia

Elizabeth Jane Howard, “All’ombra di Julius”
Ed. Fazi, trad. Manuela Francescon, pagg. 328, Euro 20,00

      “After Julius”, il titolo originale del romanzo di Elizabeth Jane Howard appena pubblicato da Fazi. Come spesso accade, meglio dell’italiano “All’ombra di Julius”, con una implicazione sottilmente diversa, perché questo romanzo, un altro piccolo gioiello della scrittrice, è la storia della famiglia di Julius dopo la sua morte. Della moglie Esme, ora cinquattottenne, e delle due figlie, Cressida e Emma. Di come abbiano reagito alla morte del marito e del padre, di come questa morte abbia, in qualche maniera, influenzato le loro scelte e i loro comportamenti. Altri due personaggi, due uomini, sono importanti- Felix e Dan. Il primo è un medico di quarantaquattro anni (è necessario dire l’età, il perché lo capirete subito) che è stato l’amante di Esme prima della morte del marito, il secondo è un poeta di umile estrazione sociale, un perfetto estraneo che passa il fine settimana con i Grace nella bella casa nel Sussex, invitato da Emma- è l’occhio esterno che guarda (e giudica) un mondo per lui interamente nuovo che lo stupisce.
una giovane Jane Howard
    Il tempo dell’azione è brevissimo, un fine settimana, in questo romanzo dalla costruzione perfetta, con un ‘prima’, una scena centrale che vede tutti i personaggi riuniti per la cena, un ‘dopo’. Dei flash back ricostruiscono episodi del passato, di quando c’era Julius, e un breve romanzo dentro il romanzo riporta in vita Julius nell’impresa- audace? incosciente? autodistruttrice? eroica?- con cui aveva salvato la vita a due uomini evacuati da Dunkerque con la piccola imbarcazione che aveva acquistato per questo intento (lui che non sapeva manovrare una barca, che soffriva il mal di mare). Julius aveva appena saputo del tradimento della moglie, molto più giovane di lui.

    Il romanzo inizia con una scena che introduce le due sorelle. Cressida, bellissima, una girandola di amanti che non la rendono mai felice e che regolarmente la lasciano, sta versando lacrime sull’amante del momento, tanto per cambiare. Perché si era sposata così giovane, subito dopo la morte del padre, mentre era in corso una guerra che l’avrebbe resa vedova a pochi mesi dal matrimonio? Perché Cressida ripete lo stesso modello di comportamento in ogni nuovo rapporto? Emma, dieci anni di meno della sorella, era ‘la piccola’ del padre. A differenza di Cressida, non ha mai avuto un legame sentimentale. Ecco perché la madre si stupisce quando arriva per il fine settimana con il poeta in male arnese. E intanto la madre, Esme, ha ricevuto la lettera di Felix che non vede da vent’anni e che le annuncia il suo arrivo. Perché, così all’improvviso, dopo tanto silenzio? Il tempo è passato per entrambi, ma Esme non pensa che per lei, che ha quattordici anni più di lui, è stato meno clemente. E si illude.
    La cena, l’apice del romanzo, il tempo delle rivelazioni, è un momento drammatico. La tresca di Cressida viene scoperta (con che ometto, poi?), la moglie dell’amante fa una scenata penosa, Felix guarda Cressida (e se ne innamora), Esme guarda Felix (e pensa che non ha mai smesso di amarlo), Emma è imbarazzata perché Dan, il suo ospite, è imbarazzato, scandalizzato e nauseato dai comportamenti delle persone che pensava avrebbe ammirato.
con il marito, lo scrittore Kingsley Amis
    Dopo il dramma, dopo i fuochi d’artificio in giardino, che esplodono proprio come i sentimenti durante la cena, ritorna la calma. Tutto ha una soluzione, felice oppure no. Tutto si spiega. Anche, forse, non del tutto, la morte di Julius. Era un piccolo eroe, Julius? O era un piccolo uomo che non ha retto alla delusione e all’amor proprio ferito?
    Elizabeth Jane Howard è, come al solito, straordinaria nel creare un ambiente, nel trascinarci nel cuore di una famiglia, nel farci sentire le voci dei personaggi (così credibile il piccolo Barney che rivela che la sorellina ‘non ha niente per fare pipì, lo sapevi? Le esce così, direttamente sul pannolino’), nel farci vedere case e giardini, volti e abiti.
    Se Hilary Mantel dice, a proposito di suggerimenti di lettura, “non esiste autore che non abbia consigliato più spesso”, ebbene, posso benissimo anche io consigliarvi di leggere Elizabeth Jane Howard.

la recensione sarà pubblicata su www.stradanove.net
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