martedì 10 aprile 2018

Eduard von Keyserling, “Onde” ed. 2005


                                                   Voci da mondi diversi. Area germanica
            love story
          il libro ritrovato

Eduard von Keyserling, “Onde”
Ed. Marcos y Marcos, trad. Banchelli, pagg. 205, Euro 8,50


    C’è anche un romanzo di Virginia Woolf che ha lo stesso titolo di questo, dello scrittore lettone di lingua tedesca Eduard von Keyserling: “Onde”- una sola parola breve per evocare il movimento dell’acqua che viene e si ritrae, il mare quieto o violento, simbolo della vita che dà e che toglie. E’ un’estate della fine dell’800 e un gruppo di persone si ritrova in una località marina sul Baltico: la generalessa von Palikov e la baronessa sua figlia, i tre nipoti, un ragazzo adolescente e due fanciulle, Lolo e Nini, sottili, quasi eteree, con i capelli rossi. E’ importante sottolinearne l’aspetto fisico, perché il personaggio femminile che domina il libro, la contessa Doralice, emana invece un’aura di attrattiva sessuale che è il contrario del fascino virginale delle due ragazze. Doralice (un nome che ricorda una principessa di qualche favola) è bella, anzi bellissima- Lolo dice che è impossibile non innamorarsi di una donna così bella e infatti se ne innamora un poco anche lei, dopo che Doralice la salva in mare, quando Lolo si allontana troppo, con imprudenza.
Non è facile indicare da dove origini l’incantesimo di Doralice: molto dalle voci che corrono su di lei e da cui anche il lettore apprende, ben prima che lei compaia sulla scena, che Doralice è lì con un pittore. Sono sposati? Non sono sposati? Si sa per certo che lei ha lasciato l’anziano conte suo marito perché si è innamorata di questo pittore. Quando il giovane tenente fidanzato di Lolo la incontra, osserva che ha “un bel viso da bambina con una bocca straordinariamente segnata dal destino”. E noi intuiamo quale possa essere questo destino. C’è un pittore che ha perso l’ispirazione da quando è fuggito con la donna che ama, e adesso è ossessionato dal mare, vuole entrare nel mare per capirlo e poterlo dipingere, c’è una donna bella che era infelicemente sposata e ha seguito l’amore, ma adesso forse è stanca di questa solitudine, di sentirsi esclusa dalla società in cui era entrata con il matrimonio, c’è un giovane tenente bruno che intuisce di poter avere da lei qualcosa che la leggiadra fidanzata certamente non gli darà, e poi intorno ci sono gli altri, la generalessa e la baronessa che guardano e temono, con occhi sprezzanti, e l’anziano consigliere impiccione, e i pescatori con le loro mogli, con preoccupazioni ben diverse da quelle futili degli altri.
L’estate avanza verso l’autunno, la luce bianca che non lascia dormire si attenua, l’aria calda si sfinisce insieme alle passioni che ha suscitato, il dramma si prepara insieme alla tempesta. Poco importa che la generalessa sia intervenuta, dicendo a Doralice, “ma ora, mia cara, basta così, non ci si può far rapire continuamente. Nessuno può vivere di soli rapimenti.” Quando la tragedia si è consumata, restano sulla scena Doralice e il consigliere emarginato perché gobbo, e il mare, immutabile nella sua dimensione di tempo senza tempo, che li tiene prigionieri con i suoi ricordi. Amore e passione, innocenza e seduzione, vita e arte in un romanzo perfetto come una cesellatura.

la recensione è stata pubblicata su lettera.com



1 commento:

  1. Keyserling e "le novelle del castello", così soavi, testimoni di un mondo che non esiste più, spazzato via dalla Grande Guerra e dalla Rivoluzione.

    Ne parla diffusamente uno dei libri più belli che abbia letto quest'anno, "Anime baltiche" di Jan Brokken; da qui la mia curiosità per questo autore.

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