lunedì 11 marzo 2024

Tetsuya Honda, “Misterioso omicidio a Tokyo” ed. 2024

                                              Voci da mondi diversi. Giappone

cento sfumature di giallo

Tetsuya Honda, “Misterioso omicidio a Tokyo”

Ed. Piemme, trad. Cristina Ingiardi, pagg 374, Euro 19,90

 

    Quando una mano mozzata viene ritrovata dentro un minivan abbandonato lungo le sponde del fiume Tama, non  ci può essere dubbio che qualcuno sia stato assassinato. Quando poi anche un torso umano è ripescato dalle acque, le analisi del sangue sembrano indicare che si tratti della stessa persona a cui apparteneva la mano. Quando invece si sente raccontare di due operai edili morti cadendo da un’impalcatura, la questione diventa più difficile- che cosa c’è di più facile che far passare per un incidente quello che in realtà è stato un omicidio? C’è puzza di bruciato quando si scoprono dettagli su assicurazioni sulla vita e su chi le abbia incassate.

    A grandi linee è su questo che si basa il ‘giallo’ “Misterioso omicidio a Tokyo” dello scrittore giapponese Tetsuya Honda di cui la casa editrice Piemme ha già pubblicato “Omicidio a Mizumoto Park” con la stessa protagonista, la detective Reiko Himekawa.


   È Reiko ad occuparsi del caso, insieme all’ispettore Kusaka. Il rapporto tra i due non è facile perché il loro approccio ai casi da risolvere è molto diverso- per Kusaka contano solo i fatti, le prove certe, mentre Reiko, partendo da una prova concreta, lavora di intuizione e di immaginazione. Il suo fiuto la porta molto spesso sulla via giusta, ma questo non le evita gli scontri con l’ispettore. Unica donna nel corpo della polizia criminale- e per di più giovane e affascinante- Reiko deve difendersi da scherzi, battute e allusioni al suo rapporto con il timido sergente Kikuta.

    Il morto con la mano mozzata ha presto un nome, Kenichi Takaoka. Gestiva una piccola impresa edile aiutato da un ragazzo rimasto orfano dopo che suo padre era caduto da un ponteggio. Kenichi era diventato come un padre per Mishima, gli aveva anche insegnato il suo lavoro, era molto contento che si fosse fatto anche la ragazza- guarda caso, anche il padre della ragazza era morto cadendo da un ponteggio.


   La trama del ‘giallo’ è piena di sorprese e di colpi di scena, una parte è raccontata in prima persona da un personaggio e solo alla fine il lettore la capirà del tutto, appaiono altri personaggi sulla scena, l’ombra della Yakuza, la temuta mafia giapponese che per spietatezza rivaleggia con quella siciliana, si estende su tutti e su tutto. Al di là di questa trama ne scorre un’altra che ci induce a riflettere sulla violenza sulle donne e sui traumi che ne conseguono, sulla paternità e l’istinto di protezione che un padre prova per i figli, sulla legittimità di farsi giustizia da soli.

   Il finale è a sorpresa, per la polizia di Tokyo e per il lettore.

   Pur non avendo la profondità e la complessità di un Keigo Higashino (sempre pubblicato da Piemme), “Misterioso omicidio a Tokyo” è una buona lettura per gli appassionati di genere.



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