domenica 10 marzo 2024

Fabiano Massimi, “L’angelo di Monaco” ed. 2020

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    cento sfumature di giallo

Fabiano Massimi, “L’angelo di Monaco”

Ed. Longanesi, pagg. 496, Euro 16,00

 

     Monaco di Baviera. Settembre 1931. Il corpo di una ragazza senza vita in una stanza di Prinzregentstrasse 16. In apparenza suicidio. MA la ragazza, ventitre anni compiuti da pochi mesi, si chiamava Angela Raubal ed era la nipote (figlia della sorellastra) dell’astro nascente nel mondo della politica, Adolf Hitler. Vivevano nello stesso appartamento, il loro legame, più affettuoso di quello che sarebbe stato normale tra zio e nipote, era molto chiacchierato.

    Il commissario Siegfried Sauer e il suo vice Helmut (chiamato con il diminutivo di Mutti) sono incaricati delle indagini. C’è fretta di chiudere il caso, la parentela è scottante, e poi che dubbio c’è? La stanza era chiusa dall’interno, la pistola è stata trovata vicino al corpo. In fretta, in fretta. Le inaccuratezze sono tante, ad iniziare dalla mancata autopsia.


    Inizia così un ‘giallo storico’- il caso da indagare è quello vero della morte sospetta di Angela Raubel, chiamata Geli, una ragazza positiva e solare a detta di tutti, dotata di grande fascino anche se non propriamente bella, con altri legami sentimentali oltre a quello con lo zio, ma questo offre un ottimo pretesto per parlare proprio del famigerato zio, agli albori della carriera che lo porterà a diventare il Führer, e dell’atmosfera a Monaco dove già si moltiplicano le camicie brune per le strade e sventolano bandiere rosse con la svastica (Geli portava al collo una catenina con una piccola svastica d’oro) e poi a Vienna, non ancora soggiogata da Hitler.

    I due commissari sono l’uno l’opposto dell’altro, come è tipico nella letteratura poliziesca. Fisicamente, prima di tutto- e anche questo ha un significato che allude ad altro. Sono una coppia che fa pensare a Stanlio e Ollio (lo dice Mutti stesso)- Siggi Sauer alto e biondo è il prototipo del perfetto ariano, tanto che il sosia che lo pedina e che avrà un ruolo importante nella trama è nientemeno che Reynhard Heydrich (l’uomo che progettò la Soluzione Finale degli Ebrei e che sarebbe diventato ‘il boia di Praga’), Helmut Forster è basso e grasso, Siggi moderato e astemio, timido con le donne, Mutti amante del buon cibo e della birra, felicemente sposato e padre di tre bambini.

Geli Raubal

    La trama de “L’angelo di Berlino” è ricca di significati, per indagare sulla morte di Geli si deve indagare anche sui rapporti personali con lo zio e non c’è niente che non sia già stato detto sui gusti sessuali particolari e perversi del Führer, si devono incontrare alcuni dei suoi più stretti collaboratori, Göring e Goebbel, Himmler e von Schirach, il fotografo Hoffmann e la sua segretaria Eva Braun (diventerà la compagna di Hitler e sua moglie all’ultima ora). Il tema si sposta dal suicidio /omicidio alla fedeltà e al tradimento, al sospetto generalizzato e alla menzogna come norma di vita, al pericolo costante che si avverte, pericolo non solo nell’accezione quotidiana più comune ma anche come enorme nube oscura che incombe su tutti, sul futuro della Germania e dell’Europa.

     In genere diffido di romanzi gialli in cui i protagonisti o i personaggi principali sono veramente esistiti, perché mi pare spesso di avvertire una nota falsa. Fabiano Massimi è bravo e preparato, non ci sono leggerezza e superficialità nel suo romanzo, non infastidisce con una esagerata costruzione e libera invenzione letteraria. “L’angelo di Monaco” non è e non vuole essere un libro di Storia, ci presenta però in maniera attraente una storia vera in un contesto vero.



 

 

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