domenica 28 agosto 2016

Mariolina Venezia, "Maltempo" ed. 2013

                                                            Casa Nostra. Qui Italia
    cento sfumature di giallo
     il libro dimenticato

Mariolina Venezia, “Maltempo”
Ed. Einaudi, pagg. 250, Euro 17,50, ebook 8,99

     Chi è che dice che al Sud c’è sempre il sole? A Matera piove. E’ primavera e piove. Immacolata Tataranni (splendido nome, contiene già una storia in sé), Pubblico Ministero al palazzo di giustizia di Matera, ha un carattere spinoso come un cactus, ci manca solo la pioggia per renderla più nervosa. E poi c’è aria da atmosfera elettorale- i due candidati per le regionali ammiccano sorridenti dai poster attaccati su ogni muro. Imma non sopporta né l’uno né l’altra.
Quando le consegnano una lettera in cui una certa Donata Miulli le chiede di incontrarla,- non se ne pentirà, ha grosse rivelazioni da farle- Immacolata detta Imma ne fa una pallottola e la getta nel cestino della carta straccia. Quando la stessa Donata Miulli, una bella ragazza poco più che ventenne, le fa la posta, la segue perfino a scuola, dove Imma ha un appuntamento con l’insegnante della figlia, Imma si sbarazza di lei in malo modo, seccata dalla sua insistenza, irritata perfino dalle sue qualifiche- laurea, master, guida turistica, insegnante di nuoto, paiono troppe. E che è? un po’ di tutto e un po’ di niente? Quando, in seguito, verrà fuori che Donata si era presentata anche in un famoso ristorante chiedendo di essere assunta come cameriera (non l’avevano assunta, ennesima delusione), Imma si è già pentita di averla respinta così sgarbatamente, di non aver ascoltato quello che aveva da dirle e che le aveva solo accennato- dell’onorevole che sorrideva sui muri, del petrolio e delle multinazionali, delle scorie radioattive che sarebbero finite nei pozzi di petrolio-, ed è giunta ad ammirare la caparbia di Donata, la sua intelligenza, la sua volontà di continuare a battersi per quella che sembra essere un’impresa disperata: trovare un lavoro. Perché, paradossalmente, in Basilicata più hai studiato, più sei preparato, più potresti ambire ad un impiego gratificante e meno possibilità hai di trovare un’occupazione.
Craco

E comunque Donata scompare. Il suo corpo verrà trovato nello strapiombo sotto il belvedere del paese in cui abita con la famiglia, vicino a Matera. I genitori non credono all’ipotesi di un suicidio- Donata non era il tipo. Neppure Imma ci crede, anche se il suo superiore vorrebbe che lei abbandonasse l’indagine.
    “Maltempo” è il secondo romanzo della serie che ha per protagonista Imma Tataranno, dopo “Come piante tra i sassi”, ed è un vero piacere leggerlo. Non importa se la soluzione dell’enigma della morte di Donata delude un poco- capita. Piace, invece, e molto, il personaggio del pubblico ministero che, tutto sommato, ha qualcosa in comune con la giovane Donata: l’ostinazione che l’ha fatta arrivare ad occupare una posizione importante, lei che proviene da una famiglia povera con una madre che sapeva sì e no leggere, lei con il suo metro e cinquanta di altezza che guarda ammirata le nuove generazioni di ragazze (tutte belle e alte: forse le brutte si nascondono in casa?), lei che è partita svantaggiata e non si lascia di certo intimidire dal maschilismo del suo superiore che le suggerisce di occuparsi di più del marito e le offre consigli culinari. Imma, o la si odia o la si ama. I colleghi la temono e le affibbiano soprannomi insultanti, perché lei è brusca e sa essere sprezzante, perché per lei il lavoro viene prima di tutto (anche prima dei colloqui con gli insegnanti della figlia), perché non guarda in faccia nessuno e non si lascia intimorire da niente. Piace, Imma, perché nasconde una sua fragilità sotto le spine. Perché sogna l’appuntato con gli occhi azzurri che è attratto da lei ma potrebbe essere suo figlio e alla fine le confessa che sì, è innamorato di una ragazza (per fortuna è una ragazza del tutto sbagliata per lui). Perché poi si accoccola come un gatto accanto al marito fedele e comprensivo.
la mitica Marozzi, simbolo della difficoltà di raggiungere Matera

Piace anche la lingua, in “Maltempo”, colloquiale con eleganza, con uno spruzzo di dialetto qua e là. Piace il paesaggio lucano, con i calanchi, il nuovo turismo e gli spettri che si aggirano nel paese fantasma di Craco. Piace la maniera, priva di vittimismo, in cui la scrittrice porta alla luce i problemi della sua terra, la disoccupazione giovanile, la corruzione, gli affari sporchi del petrolio o delle scorie che vengono sepolte come tanto altro- da sempre.


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