domenica 27 marzo 2022

Kashimada Maki, “Viaggio nella terra dei morti” ed. 2022

                                        Voci da mondi diversi. Giappone

               love story


Kashimada Maki, “Viaggio nella terra dei morti”

Ed. e/o, trad. Anna Specchio, pagg. 125, Euro 13,30

  Due racconti lunghi in questo libro di Kashimada Maki, giovane e pluripremiata scrittrice giapponese. Due racconti che parlano di due diverse forme di amore che, ancora una volta, ci fanno riflettere sul carattere diverso di occidentali e orientali.

   Una coppia, nel primo racconto- Taichi e Natsuko. Una coppia ‘non equilibrata’ a prima vista- lui ha subito un’operazione al cervello poco dopo il matrimonio, ha dovuto smettere di lavorare, ha difficoltà di deambulazione, non è di gran compagnia alla moglie, sempre assorto a guardare la televisione; lei sembra essere destinata al ruolo di ‘vittima’, vittima di una madre superficiale con il mito della bellezza, di un fratello alcolizzato e spendaccione che ha dilapidato la ricchezza della famiglia ed ora di un marito che dipende da lei anche per le minute necessità quotidiane.

   Un giorno Natsuko legge l’annuncio per un breve soggiorno in una spa e riconosce il nome del luogo e dell’hotel: era il lussuoso albergo di cui sua madre continuava a parlare, dove suo padre, nonno di Natsuko, l’aveva portata quando era bambina, un posto di sogno, un ricordo da favola.


Il tempo è passato e la realtà è ben diversa: l’albergo è fatiscente, non c’è più nulla del fasto di un tempo. Le due immagini si sovrappongono in un continuo confronto, il passato e il presente. E non è solo il racconto idealizzato della madre che si presenta alla mente di Natsuko, è tutto quello che è avvenuto nella sua vita, fino al matrimonio con Taichi (osteggiato da sua madre perché non lo giudicava ‘abbastanza’ per lei- lo aveva sposato proprio per quello e non ‘nonostante’ quello?). Allora il decadimento dell’albergo rispecchia quello della vita della sua famiglia, della sua stessa vita, e forse anche le ripetute cadute di Taichi, instabile sulle gambe, hanno una valenza non solo fisica. Eppure, nonostante tutto, Natsuko trova una nuova forza e un nuovo sprone riacquistando un accordo affiatato con il marito- la sedia a rotelle elettrica che lui ottiene alla fine è un’indice di speranza?

Shitamachi

    Il secondo racconto non ha la poeticità malinconica del primo, è pervaso da un’eroticità sottile e leggermente ambigua. Il punto di vista è quello di Nanako, la minore di quattro sorelle che vivono tutte insieme, con la madre, in uno shitamachi di Tokyo. Le quattro sorelle e la madre sono una piccola comunità chiusa, il legame tra le ragazze è fortissimo e appare subito chiaro che è perfin troppo stretto, che c’è qualcosa di leggermente malsano nell’amore che le lega. Soprattutto quello tra Nanako e una delle sorelle- quella che è la naturale confidenza del corpo dell’una con quella dell’altra si tinge di un erotismo che ci comunica un lieve disagio.

   Se ogni libro ci apre una finestra su un altro mondo, un’altra cultura, un’altra realtà, viene spontaneo riflettere su quanto il Giappone sia lontano dalla nostra solarità, e non solo geograficamente.




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