sabato 18 giugno 2016

Fabio Stassi, “La lettrice scomparsa” ed. 2016

                                                          Casa Nostra. Qui Italia
                                                          cento sfumature di giallo
  FRESCO DI LETTURA


Fabio Stassi, “La lettrice scomparsa”
Ed. Sellerio, pagg. 273, Euro 14,00


   Fabio Stassi riconosce il suo debito all’illuminante (nonché divertente) libro di Ella Berthoud e Susan Elderkin, “Curarsi con i libri” (una miniera di suggerimenti di lettura a cui egli stesso ha collaborato inserendo dei ‘libri-medicine’ di scrittori italiani), per il protagonista del suo romanzo “La lettrice scomparsa”.
    Vince Corso è ‘uno sfigato’ (possiamo dirlo?). Insegnante senza cattedra, un amore finito alle spalle, un padre di cui non sa neppure il nome e a cui spedisce regolarmente cartoline senza destinatario presso l’albergo di Nizza in cui lui è stato concepito, quattro soldi risparmiati che gli permettono di prendere in affitto una mansardina per pochi mesi. Vuole provarci, si è inventato un lavoro, affigge avvisi in cui si pubblicizza- farà il biblioterapeuta. Perché Vince ha una passione: i libri. E una memoria eccezionale, per trame, personaggi, dettagli di ogni genere.
   Non si può dire che i pazienti si affollino su per le scale e facciano la coda alla sua porta. Sono solo donne che vanno da lui (sono più credulone le donne? o è perché le donne leggono più degli uomini?) e, se possiamo generalizzare, diciamo che sono tutte un po’ strambe, quasi che sia necessario essere disperati o fuori di testa per fidarsi di una terapia che si basa solo sui libri.

Vince non lo sa, ma c’è un’altra appassionata lettrice nel suo condominio, una donna non più giovane che incontra per due volte sulle scale. Ad un certo punto questa donna scompare e il professore biblioterapeuta si trasforma in investigatore, perché è vero che è stato trovato un corpo femminile sfigurato dall’acqua del Tevere, è vero che c’è stato un funerale, ma la donna ha lasciato tracce sottili come pagine di vecchi libri- una lista di libri letti, di libri da restituire in biblioteca, ma c’è anche qualcosa che stride e non torna e solo un grande lettore come Vince può dipanare il filo di Arianna. Ci vuole Vince con la sua cultura e il suo bagaglio di letture per ricostruire il puzzle, per seguire la scia come quella dei sassolini di Hänsel e Gretel, come in una caccia al tesoro in cui un messaggio con una citazione rimanda ad un altro e poi ad un altro ancora, se si è capaci di interpretarli. Fino alla soluzione del mistero.
    E’ un piacere leggere il romanzo di Stassi. Noi lettori ci troviamo nella stessa posizione di Vince- mentre lui insegue le allusioni letterarie della donna scomparsa, noi inseguiamo quelle di Vince, e il tutto è molto intrigante. Siamo deliziati da tutti questi rimandi a libri, sia che li conosciamo o no (anzi, questi ultimi ci incuriosiscono di più), ad iniziare dal nome della strada in cui Vince ha affittato il suo alloggio: dove potrebbe essere se non nella via Merulana del “Pasticciaccio” di Gadda?


     Non godiamo solo dei libri e dei personaggi che Fabio Stassi fa rivivere nelle sue pagine. Vince Corso (ce la farà o non ce la farà a mantenersi con la professione di biblioterapeuta?) è anche appassionato di musica, soprattutto francese: i versi delle canzoni che ama punteggiano tutta la narrazione, una bella colonna sonora. Se fallisce con i libri, Vince potrebbe anche fare il musicoterapeuta.


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