martedì 6 aprile 2021

Kjell Ola Dahl, “Il quarto complice” ed. 2010

                                                                             vento del Nord

       cento sfumature di giallo

Kjell Ola Dahl, “Il quarto complice”

Ed. Marsilio, trad. Giovanna Paterniti, pagg. 331, Euro 18,00

   Lei aveva forse trent’anni e sapeva di profumo. I suoi occhi blu rilucevano come zaffiri. Frølich riuscì finalmente a distogliere lo sguardo e fu allora che la sua attenzione fu calamitata dalle mani di lei. Affascinato, restò lì sdraiato guardare con quale maestria si dessero da fare: lunghe dita coperte da guanti in pelle, piccole mani che automaticamente infilavano i pacchetti di sigarette nello zainetto apertosi durante la caduta.

    La ladra e il poliziotto: bella trovata iniziale, quella che dà l’avvio al nuovo romanzo del norvegese Kjell Ola Dahl, “Il quarto complice”. Una scena che ha qualcosa di cinematografico: durante un’incursione della polizia in un negozio di Oslo in cui si pratica il contrabbando, il poliziotto Frank Frølich placca una ragazza che è entrata inavvertitamente, perché non si trovi su un’eventuale linea di tiro. E la ragazza, sdraiata a terra sotto di lui, si mette tranquillamente ad infilare nello zainetto pacchetti di sigarette che prende dagli scaffali a portata di mano. Facile indovinare che il nostro Frank Frølich, che lavora in coppia con Gunnarstranda- come sappiamo dai due romanzi precedenti (“Un piccolo anello d’oro” e “L’uomo in vetrina”)-, si innamorerà della bella ladra. Perché Elisabeth Faremo è molto bella, del tipo di bellezza bruna che di nordico ha solo straordinari occhi blu. Ed è Elisabeth che dà la caccia a Frank, facendosi trovare sotto casa sua: non è un po’ strano che una ragazza che cercava di rubare sotto i suoi occhi corteggi il poliziotto? Ma si sa che la passione è cieca e tutto dipende dall’arte di seduzione della donna…

   Il fatto è che questa relazione incandescente mette subito Frank Frølich nei guai: tre uomini hanno cercato di rubare in un container, sono stati sorpresi dalla guardia di sorveglianza e questa è stata uccisa. Uno dei tre era Jonny Faremo, fratello di Elisabeth, un pregiudicato. Elisabeth non solo offre un alibi ai tre amici, ma fa anche il nome di Frank, con cui aveva passato la notte fino alle prime ore del mattino, quando era andata a casa, a giocare a poker con il fratello e i suoi due amici. E’ giocoforza che Frank si prenda un periodo di congedo- come può investigare su un caso in cui è coinvolta la ragazza con cui ha un legame amoroso?

   


Kjell Ola Dahl è psicologo ed ex insegnante. Il bello dei suoi romanzi non è tanto nella trama- in questa ci sarà un collegamento del tentativo di furto recente con il furto più clamoroso di una cassaforte nel passato, moriranno due dei tre della banda, ci sarà l’incendio di una baita e il ritrovamento di ossa umane nelle ceneri, qualcuno cercherà anche di bruciare vivo Frølich- quanto nella vivacità dei personaggi che si muovono sulla scena. Ritroviamo il sanguigno e passionale Frølich e il triste Gunnarstranda con il riporto di capelli sulla pelata; muore il pesce rosso a cui Gunnarstranda ha dato lo strano nome di Kalfatrus e l’ispettore si sente in colpa per non avergli dato una propria sepoltura. Sembra un dettaglio ridicolo e invece, quale migliore contrappunto della morte di un pesce rosso a tutte le morti in cui si imbatte Gunnarstranda? 

Ci piace poi l’attenzione verso i personaggi minori, l’ex fidanzato di Elisabeth impazzito in carcere, la spogliarellista che non è una prostituta, la professoressa universitaria che è innamorata di Elisabeth. E naturalmente siamo sedotti anche noi lettori da Elisabeth, proprio come Frølich. Una donna ambigua e sfuggente che sembra usare gli altri per i suoi scopi. Persino la sincerità dell’amore che ha per il fratello ci lascia dubbiosi. Ma così è l’enigmatica Elisabeth, che si nasconde da tutti, anche dal lettore, fino alla fine, che ci lascia nel dubbio su chi sia, che cosa voglia, che cosa abbia o non abbia fatto, che scompare nelle onde come una figura mitica, con un bacio sulla guancia di Frølich che continua a bruciargli. Anche dopo che lui è rientrato a Oslo. Senza di lei che gli è sfuggita: si può morire due volte?

Diciamo spesso che i gialli nordici non deludono mai. Neppure questo ci delude, anche se la parte migliore è indubbiamente quella iniziale.

la recensione è stata pubblicata nel 2010 su www.wuz.it




   

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