mercoledì 27 gennaio 2021

Norbert Scheuer, “Le api d’inverno” ed. 2021

                                            Voci da mondi diversi. Area germanica

seconda guerra mondiale

Norbert Scheuer, “Le api d’inverno”

Ed. Neri Pozza, trad. Chiara Ujka, pagg. 239, Euro 18,00

    Germania 1944, un paesino vicino al confine del Belgio. È per l’assenza degli uomini che si avverte la guerra. La gente guarda male Egidius Arimond che non veste la divisa, pensa che sia un imboscato. Perché Egidius ha tenuto nascosto il suo segreto- soffre di epilessia.

Se non fosse per suo fratello che è un eroe, un acclamato pilota della Luftwaffe, Egidius sarebbe stato eliminato secondo il programma di eutanasia Aktion T4 che prevede la soppressione delle persone afflitte da malattie genetiche o mentali. Egidius era stato ‘soltanto’ sterilizzato e licenziato dall’incarico di insegnante di latino.

Se non fosse per suo fratello che riesce a procurargli le medicine, non potrebbe tenere a bada gli attacchi che lo lasciano stremato. Vive facendo l’apicoltore, come suo padre prima di lui.

   Due diari, uno dentro l’altro. Quello di Egidius, che inizia nel gennaio del 1944 e termina in un giorno di maggio del 1945, e frammenti di quello del suo antenato, il monaco Ambrosius che, alla fine del 1400, aveva portato dall’Italia l’Apis mellifera carnica, un tipo di ape più resistente. Quel monaco Ambrosius che aveva abbandonato il monastero perché si era innamorato di una contadina e con lei aveva dato origine alla stirpe degli Arimond.

    Il diario di Egidius inizia con la notizia di un aereo americano abbattuto, come a smentire l’atmosfera di pace e  le idilliache descrizioni della vita delle api. Gli aerei e le api- bella questa contrapposizione di immagini degli occupanti del cielo (i disegni di aerei disseminati nelle pagine del romanzo sono opera del figlio dello scrittore). Guerra e pace, anche se impareremo che anche le api hanno una fase in cui sono in guerra, quando le api operaie uccidono i fuchi dopo che questi hanno fecondato la regina.

   Egidius racconta della sua vita quotidiana, delle api, degli incontri con la donna il cui marito è al fronte, delle richieste inutili al farmacista per avere le medicine. Ci svela lo straordinario mondo delle api che, sospettiamo, ha molto in comune con quello degli uomini. Forse io non possiedo affatto le api, ma sono loro a possedere me; forse siamo tutti, api comprese, parte di un misterioso organismo immortale e spietato. E ci dice qualcos’altro, minimizzando, quasi nascondendosi dietro le sue api, proprio come nasconde le persone che trasporta verso la salvezza. Perché Egidius, quando va nei pascoli dove tiene una parte delle arnie vicino al confine, nasconde sul carro, in cassette fatte apposta per apparire simili a quelle in cui sono le api, degli ebrei. Il metodo che ha escogitato per ingannare i controlli è ingegnoso- lo scoprirete. Egidius non fa mistero del suo odio per Hitler e tuttavia non è solo per buon cuore che porta della gente in salvo. Ha bisogno di soldi per le medicine.

   Il diario del monaco del secolo XV ci racconta un’altra storia avventurosa, di un altro salvataggio che aveva cambiato la vita di Ambrosius. Dopo aver ripescato da un lago ghiacciato la cassetta con il cuore del cardinale Cusano e aver suggerito di usare le api per impedirne la putrefazione, il giovane Ambrosius aveva seguito il segretario del cardinale fino a Cusa, era entrato nell’ordine dei benedettini e aveva potuto studiare.

    L’arte della scrittura di Norbert Scheuer si chiama discrezione. Non c’è niente di esagerato nella sua narrazione, c’è senso della misura nel prospettarci sempre una doppia visuale- Egidius che fa l’apicoltore al riparo dalla guerra e suo fratello Alfons che ha abbattuto più di 1000 aerei, il mondo delle bombe (la guerra è poi arrivata anche là, quasi tutte le case sono in macerie) e quello delle api e della biblioteca in cui Egidius si rifugia a tradurre i frammenti di Ambrosius, gli ebrei in fuga e il pilota americano che è un’ombra che fugge lungo tutto il libro, il rombo dei motori degli aerei che Egidius sa identificare allo stesso modo in cui interpreta il ronzio delle amate api. A un certo punto la vita delle api si mescolerà con la mia, e la loro e la mia non saranno più distinguibili; farà buio come in un alveare d’inverno.

   Un romanzo molto bello, per tutto quello che dice con le parole, per quello che dice senza dirlo, per il miracolo del ciclo delle api cui ci fa prendere parte. Perché lo sappiamo- non importa quello che succederà a Egidio o a noi stessi, è nelle api la salvezza del mondo.

Leggere a Lume di Candela è anche una pagina Fcebook



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