domenica 24 febbraio 2019

Intervista a Gert Nygårdshaug , autore de “L’amuleto” 2019


                                               vento del Nord
                                        cento sfumature di giallo
                               


Vento del Nord a Milano in questi giorni del festival dei Boreali, quanto mai appropriato. Riconosco Gert Nygårdshaug dal cappello che porta in testa- lo avevo visto nelle fotografie su internet. Ha gli occhi gentili, è pacato nel parlare, forse è il doppio del suo personaggio.

I gusti del suo personaggio, le sue passioni, sembrerebbero quelli di un personaggio mediterraneo piuttosto che norvegese- buon vino, buon cibo. E’ molto insolito: condivide le sue passioni, forse?
    
Sì, i suoi gusti e le sue passioni sono i miei. Ho incominciato a scrivere crime stories perché mi piaceva assaggiare vini e i miei altri interessi erano le culture antiche, l’archeologia, le lingue scomparse. Ho trasferito i miei interessi nel mio personaggio così avrei avuto modo di fare delle ricerche che interessavano me. Prima di scrivere questi romanzi non sapevo molto né di cibo né di vini, e ho pensato che, scrivendo di un personaggio che gestiva un ristorante, forse sarei potuto entrare in contatto con persone che potevano insegnarmi qualcosa. Ed è stato proprio così. Per la prima volta in vita mia ho assaggiato dell’ottimo vino.

“L’amuleto” è il suo primo romanzo pubblicato in Italia. Ci sono però dei riferimenti a qualcosa che è successo alla ragazza di Fredric- ci sono altri romanzi della serie?
    Questo romanzo è il secondo della serie. Ce ne sono dodici in tutto, già pubblicati in Norvegia. E siccome mi interessano le antiche civiltà, ogni volta che mi accingo a scrivere un nuovo libro mi chiedo- dove voglio andare? Messico, Egitto, Nuova Guinea, anche in Calabria sono stato con Fredric Drum. Ogni nuova avventura di Fredric lo porta- e mi porta- in un paese diverso.

Come mai ha scelto di non avere un poliziotto o un vero detective come personaggio principale?
Fredric in Calabria
     Nel romanzo numero 5 appare in scena il poliziotto- è lo zio di Fredric, è un poliziotto molto speciale. Dunque, nei primi quattro Fredric è il personaggio principale, nel quarto, però, sparano a Fredric e Fredric muore. Mi hanno chiesto: perché uccidi il tuo eroe? Non è facile da spiegare e voglio lasciare la sorpresa ai lettori: i dodici romanzi sono come un cerchio che si chiude, si può iniziare dal numero dodici che risulta essere quello che precede il numero uno, ma si può anche iniziare dal quinto e ritornare al primo. Avevo tutto in mente fin dal primo libro che ho scritto con Fredric come protagonista e c’è molto di più nascosto sotto un primo livello di lettura. Sono romanzi in cui si svolge una sorta di gioco con il conscio e subconsio. Al lettore attento il compito di scoprirlo.

“L’amuleto”: c’è più di un amuleto in questa vicenda. Pensavo avrei letto di più sulla strana stella di cristallo che cambia colore, l’amuleto di Fredric.
    Si parlerà ancora dell’amuleto a forma di stella di Fredric, ma in un altro libro. Nel prossimo- non dico altro.

E riguardo alla bambola che sembra una mummia, l’amuleto dei cacciatori- come ne è venuto a conoscenza?
     Avevo letto dell’amuleto dei cacciatori della Groenlandia in un numero del National Geographic- come ho detto prima, mi interessano le antiche civiltà, specialmente quelle che si svilupparono in luoghi remoti, come la Groenlandia o l’Amazzonia. Leggo libri su queste civiltà antiche e porto Fredric in Messico a scoprire i Maya, in Egitto e poi in Calabria per studiare documenti della Magna Grecia.

Un’altra parte interessante della trama riguarda le mummie di palude. Sapevo dell’uomo di Tollund, sono state ritrovate mummie di palude anche in Norvegia?
    No, non ci sono mummie di palude in Norvegia, non c’è il terreno adatto. Pensavo all’uomo di Tollund che fu trovato in Danimarca, quando ho scritto il libro.

Il titolo mi ha fatto pensare al titolo simile di un libro di Helen Humphreys dove l’amuleto azzurro è una delle mosche da salmone create da Megan Boyd. La coincidenza mi ha colpito, anzi, ho pensato ad un filo che collegava l’amuleto dei cacciatori, la stella di cristallo e le mosche da salmone- un trionfo di amuleti, insomma.
     Coincidenza interessante. No, non sapevo di Megan Boyd e le esche che usa Fredric sono fatte in Norvegia.

Una parte del fascino del suo romanzo è nella splendida valle dove Fredric si reca a pescare e dove la sua vita viene messa in pericolo. Sono tante le valli simili a quella che Lei descrive?

    Ci sono tantissime vallate come quella descritta nel libro, in Norvegia. Quella de “L’amuleto” è veramente speciale per la pesca.

Quale sarà il prossimo romanzo di Fredric che leggeremo?
     Sarà il quinto della serie, “Il dito di Cassandra”, dove il dito di Cassandra è una specie di obelisco e il romanzo si svolge ancora in Norvegia. Dovrebbe essere pubblicato a maggio.

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L'intervista sarà pubblicata su www.stradanove.it





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