giovedì 17 maggio 2018

Michel Bussi, “Il quaderno rosso” ed. 2018


                                                    Voci da mondi diversi. Francia
 cento sfumature di giallo

Michel Bussi, “Il quaderno rosso”
Ed. e/o, trad. A. Bracci Testasecca, pagg. 394, Euro 15,30

      Marsiglia. Leyli vive con i suoi tre figli in un bilocale in un casermone che sembra un alveare. Sia Leyli sia la figlia ventenne sono molto belle, sono di etnia peul, vengono dal Mali e sapremo dopo, a poco a poco, quali traversie abbiano passato prima di sbarcare in Francia. Leyli ha un permesso regolare di soggiorno e ha appena ottenuto un lavoro come donna delle pulizie in un albergo Ibis.
    L’azione del nuovo romanzo di Michel Bussi (il più bello e il più impegnato tra i suoi libri) si svolge in quattro giorni e tre notti, con un’azione serratissima tra Francia, Marocco, Libano, Emirati e lunghi flash back sul passato che ci aiutano non solo a capire il personaggio di Leyli ma anche, oscuramente, quello che sta accadendo, pur non togliendo niente alla suspense.
Prima uno, poi un altro uomo vengono trovati uccisi in un albergo della stessa catena, il Red Corner, ma in città diverse. Sono alberghi con stanze a tema, senza una reception, solo telecamere che hanno registrato l’ingresso di una bella ragazza che fissa spudoratamente l’obiettivo. Il suo volto è parzialmente nascosto da un velo, ha occhi scuri e splendidi.
donna peul
Il lettore ‘vede’ il prima e il dopo dei delitti- le scene di seduzione e l’improvviso cambiamento quando l’uomo è pronto per altro, la puntura che sembra un’iniezione e invece è un prelievo di sangue, l’esecuzione spietata dopo sei minuti. Quando un terzo uomo riesce ad evitare di fare la fine degli altri due, la caccia alla ragazza misteriosa non lascia speranza su quello che accadrà. Intanto, però, lo scrittore ha disseminato piccoli indizi sulle motivazioni dell’assassina- stralci di pagine di quello che indoviniamo essere il diario che Leyli tiene nascosto sotto il materasso. E tutte le vittime lavorano o hanno lavorato per la Vogelzug, l’ente che si occupa di fornire aiuto ai migranti. Ci stupisce, però, che anche Petar Velika, il commissario che dirige le indagini, abbia dei contatti non del tutto chiari con la Vogelzug. Ancora più stupito sarà il suo vice, il giovane Julo Flores, quando dovrà ammettere che l’uomo che aveva sempre ammirato non è poi così integerrimo.

    “Non c’è nessuno che sia innocente in tutta questa storia”, dice Leyli ad un certo punto. Perché le vicende drammatiche di una donna- una sorta di Madre Coraggio che lotta per avere il ricongiungimento famigliare, che ha stabilito che l’ora della cena sia il punto fermo di ogni giornata e poco importa se i tavoli sono apparecchiati a migliaia di chilometri di distanza, Skype sa illudere molto bene- sono solo un frammento di un’epopea più vasta, di quello che a noi sembra un fiume inarrestabile di disperati e che invece è solo un rivolo: sono solo i più forti e i più capaci, sono i migliori quelli che arrivano (se arrivano) sulle nostre coste, quelli su cui intere comunità puntano, quelli per cui si raccolgono- no, non soldi, sarebbe troppo pericoloso mettersi in viaggio con una grande quantità di banconote- cauri, le conchiglie che da sempre sono state usate in Africa come i nostri travellers’ cheques.
Ci sono in ballo dei grossi giochi di interesse in questo traffico di umani del secolo XXI, in questa nuova interpretazione della tratta degli schiavi. Nessuno che sia innocente. E’ facile arricchirsi, facile lavarsi la coscienza con l’acqua del mare che è diventato una tomba, una gigantesca e azzurra fossa comune- be’, molti muoiono (intanto i morti hanno un volto solo per chi li conosce e li aspetta speranzoso), ma molti ce la fanno, giusto?
    Michel Bussi ha il coraggio di esplorare un tema scottante e lo fa sotto forma di thriller (intrigante con la varietà delle ambientazioni, il numero dei personaggi, le sorprese e i colpi di scena) con una motivazione di fondo che ci impedisce di condannare il colpevole interamente- la giustizia ‘personale’ si amplia, diventa giustizia per tutti quelli che sono stati trattati come ‘colli’, merce da spedire e da cui ricavare più soldi possibile.

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