venerdì 25 settembre 2020

Håkan Nesser, “Gli occhi dell’assassino” ed. 2020

                                                                     vento del Nord

      cento sfumature di giallo

Håkan Nesser, “Gli occhi dell’assassino”

Ed. Guanda, trad, C. Giorgetti Cima, pagg. 528, Euro 19,50

     Chi vive nella città di K., nel Nord della Svezia, o ci è nato e non ha alternative o, se invece ha scelto di stabilirsi lì, deve essere in fuga da qualcosa. Perché mai, altrimenti, abitare in un buco di città dove già a novembre la notte cala alle 4 del pomeriggio e la temperatura può scendere a 26° sotto zero? Più di un personaggio nel nuovo romanzo di  Håkan Nesser è fuggito da qualcosa, da un passato che in genere è abitato dagli spettri dei morti- per una guerra, per un incidente, per un omicidio.

“Gli occhi dell'assassino” è un mystery in una doppia ‘stanza chiusa’, perché tutti i personaggi coinvolti lavorano o studiano nella scuola- un ambiente ristretto, dunque,- e vivono nella cittadina di K., un secondo ambiente chiuso. È  come una scatola dentro una scatola. E la novità del romanzo di Nesser è la molteplicità delle voci- due professori, la consulente scolastica, una studentessa, la madre di questa.

    Il professor Leon Berger ha lasciato Stoccolma dopo che la moglie e la figlia sono morte affogate durante una vacanza in Tanzania. Lui è arrivato a K. su suggerimento di una  vecchia amica incontrata per caso che gli aveva segnalato un posto vacante nella sua scuola- il professore di svedese Kallmann era morto precipitando dalle scale in quella che veniva chiamata ‘la casa del tedesco’. Sarà proprio Kallmann il centro della trama del romanzo, lui e la sua morte misteriosa. Che cosa ci faceva di notte nella ‘casa del tedesco’? E che cosa ci faceva lì lo studente che aveva chiamato la polizia e i soccorsi?


Tutto di Kallmann era misterioso, non solo il suo passato. Aveva una personalità sfuggente, non guardava mai nessuno negli occhi perché diceva che era capace di vedere l'anima della persona che aveva di fronte. Era vero, come scriveva nel suo diario, che aveva ucciso sua madre a undici anni e che per questo il padre lo aveva mandato in Svizzera? era un tipo solitario, solo il professor Igor (altra voce narrante) aveva passato qualche serata con lui. E tuttavia era un professore carismatico, non per nulla gli studenti avevano proposto che venisse eretta una statua in suo onore. Nei suoi diari Kallmann parlava di due studenti in particolare, del ragazzo geniale che poi avrebbe trovato il suo corpo senza vita e di una ragazza, Andrea, una delle voci narranti.

     Gli avvenimenti della scuola, la quotidianità della vita di famiglia della consulente scolastica e della studentessa, l'elaborazione del lutto da parte del professor Berger che trova i diari di Kallmann facendo ordine nei cassetti della scrivania che era stata di questi, la fine di un matrimonio, l'inizio di nuovi amori, flashback sulla vita della madre di Andrea- tutto questo ci viene raccontato in un'alternanza di voci insieme ad una cronaca di sconvolgenti episodi di violenza nella scuola da parte di un gruppo di naziskin. Finché un ragazzo viene trovato morto impiccato e intanto si moltiplicano le voci sulla ‘casa del tedesco’ intorno a cui aleggia un’atmosfera sinistra.


    C'è aria di soffoco in questa cittadina del Nord, aria di cose non dette, di verità sepolte, di identità cambiate. Qual era il vero nome di Kallmann? Chi si nasconde dietro l’iniziale V. che appare ripetutamente nei suoi diari? Perché Kallmann lo pedinava?

Gran parte dei fatti si svolge tra il 1995 e il 1996, anche se bisogna scavare più lontano per capirli. E la soluzione dei misteri sarà svelata solo nel 2015 in un finale che, però, non ci soddisfa pienamente.

      La pluralità delle voci narranti con l'aggiunta di quella del personaggio chiave, che si esprime nelle pagine del suo intrigante diario pieno di stuzzicanti ed enigmatiche allusioni, vivacizza la trama che tenderebbe altrimenti a languire. Confessiamo di sentire la mancanza dell'umorismo di Gunnar Barbarotti, l’ispettore svedese di origine italiana protagonista dei precedenti romanzi di Håkan Nesser.




 

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