martedì 14 febbraio 2017

Xiao Bai, “Intrigo a Shanghai” ed. 2013

                                                      Voci da mondi diversi. Cina
        cento sfumature di giallo
         il libro ritrovato


Xiao Bai, “Intrigo a Shanghai”
Ed. Sellerio, trad. Paolo Magagnin, pagg. 641, Euro 16,00

       Era nota come la “Parigi d’Oriente”, la Shanghai degli anni ‘30 del ‘900. Perché era la più occidentale delle città cinesi, divisa com’era in tre parti, una riservata agli abitanti cinesi mentre le altre due erano la Concessione Internazionale e la Concessione Francese- aree date in affitto rispettivamente a inglesi e americani la prima e ai francesi la seconda, fortemente commercializzate e oggetto di speculazioni economiche. E proprio per questo, per il giro di soldi e per il numero di locali di ogni tipo, era anche la città dei divertimenti, dell’eleganza, della bella vita degli europei che si erano trapiantati lì.
    La Shanghai del romanzo dello scrittore quarantenne cinese che ha adottato lo pseudonimo di Xiao Bai non ha quasi nulla che faccia pensare a Parigi. Piuttosto alla Chicago di Al Capone o alla Los Angeles di cui abbiamo letto nei libri di Ellroy, con inseguimenti e rapimenti, uomini tenuti prigionieri e torturati per estorcere informazioni, spie e doppiogiochisti, sparatorie e morti.
Nel 1931, quando inizia “Intrigo a Shanghai”, circolano solo voci sul pericolo di un’occupazione da parte del Giappone che ha già invaso la Manciuria. Alla fine del gennaio del 1932 i giapponesi occuperanno di fatto Shanghai. L’azione del libro, che si svolge dal maggio 1931 al febbraio del 1932, copre quella manciata di mesi sull’orlo del baratro. “Intrigo a Shanghai”, tuttavia, è prima di tutto un romanzo, con personaggi da romanzo e con una trama che scatta quando il piroscafo Paul Lécat attracca nel porto di Shanghai. A bordo ci sono quattro dei protagonisti: il fotografo Xiao Xue e la sua amante russa Therese, l’alto funzionario del partito nazionalista Cao Zhengwu e la moglie Leng Xiaoman. Poco dopo lo sbarco Cao Zhengwu viene assassinato dentro l’automobile su cui viaggia. Tra quelli che lo attendevano a terra, Gu Fuguang, leader rivoluzionario e capo dell’Organizzazione che mira a smantellare le Concessioni, e il giornalista Li Baoyi sono solo due dei nomi che ritorneranno più frequentemente in questo libro affollato di personaggi (per fortuna c’è un elenco dettagliato all’inizio) facenti parte della Polizia francese o inglese, del corpo diplomatico, di società segrete della malavita.
Molto spesso questi personaggi hanno più di un nome, quasi in corrispondenza con i loro diversi ruoli o ‘maschere’- qual è il vero nome della sensuale Therese che ha più di un amante e che nasconde un traffico d’armi sotto l’innocuo commercio dei gioielli? Anche il fotografo Xiao Xue, con la sua doppia identità dovuta al padre francese e alla madre cinese, ha altri nomi, Xue Weishi o Weiss Hsueh, così come è innamorato di due donne e, pur essendo reclutato come informatore dalla polizia francese, fa il doppiogioco senza voler credere che le donne che lui ama possano essere coinvolte in trame così pericolose e ambigue.
E tuttavia è Shanghai stessa ad essere la prima protagonista del romanzo di Xiao Bai, con il suo dedalo di strade strette, gli alberghi, le syheyuan, cioè le tipiche case cinesi disposte intorno ad un cortile interno, la sua atmosfera fluttuante, soggetta alla diversità degli abitanti.

     Non è un caso che il protagonista di uno degli ultimi capitoli sia un cameraman che si trova accidentalmente a riprendere- nella scena culmine del libro- la sparatoria fatale all’incrocio di due Concessioni, perché è lo stile stesso di Xiao Bai che assomiglia a quello cinematografico: ogni capitolo è un’inquadratura diversa con dei protagonisti diversi che si alternano e capita che la stessa scena venga inquadrata più volte da una differente angolatura, rendendo l’idea di un altro punto di vista. E la cinepresa indugia su dettagli, si muove adagio, accelera quando la scena- e avviene spesso- si fa convulsa.
Un libro per chi vuole ampliare i suoi orizzonti- anche storici- senza correre il rischio di annoiarsi.

la recensione è stata pubblicata su www.stradanove.net



     

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