giovedì 29 marzo 2018

Rosa Teruzzi, “Non si uccide per amore” ed. 2018


                                                          Casa Nostra. Qui Italia
    cento sfumature di giallo


Rosa Teruzzi, “Non si uccide per amore”
Ed. Sonzogno, pagg. 240, Euro 11,90

   “Non si uccide per amore”: quello del nuovo romanzo di Rosa Teruzzi sembra un titolo di un romanzo di Giorgio Scerbanenco, autore tra i prediletti di Libera Cairati, protagonista, insieme all’eccentrica madre Iole e alla figlia Vittoria, della serie della fioraia del Giambellino. Impossibile non ricordare che Libera- forte somiglianza con Julianne Moore, vedova di un poliziotto ucciso in circostanze misteriose, madre di una ragazza che ha scelto di entrare nella polizia per vendicare suo padre, figlia di un’ex sessantottina che continua (a quasi settant’anni) a praticare gioiosamente il libero amore- ha ripiegato come lavoro sulla sua seconda passione dopo aver dovuto chiudere una libreria: crea originali bouquet di nozze, scegliendo fiori che si adattino alla personalità della sposa. Chi ha letto anche i libri precedenti sa che “La fioraia del Giambellino” terminava con un foglietto ritrovato nella tasca di una camicia di Saverio, il marito di Libera. Poche parole, una grafia femminile, l’ora di un appuntamento, il luogo. L’ora e il luogo in cui Saverio era morto. E la donna di cui era stata riconosciuta la grafia, moglie di un uomo della ‘ndrangheta a cui Saverio dava la caccia, era scomparsa lo stesso giorno.

    “Non si uccide per amore” riparte da lì e la novità del romanzo è che non c’è un doppio filone, quello costante con l’interrogativo su chi abbia ucciso Saverio e quello più casuale, con un risvolto intimo, per cui delle sconosciute si rivolgono a Libera in cerca di aiuto laddove gli organi ufficiali si sono tirati indietro- la madre che cerca la figlia che si è volatizzata vent’anni prima, la figlia che vuole scoprire chi sia il padre di cui la madre non vuole rivelarle il nome. In “Non si uccide per amore” Libera diventa il personaggio principale su cui converge tutta la nostra attenzione, mentre Iole ha il ruolo di alleggerire l’atmosfera colma delle paure di tutte le possibili scoperte- era solo un’informatrice Loredana Paci che gli aveva fissato un appuntamento? Perché nessuno sapeva di lei? C’era un traditore tra i colleghi di Saverio? Poteva anche essere Gabriele quel traditore? Gabriele che era l’amico di Saverio, Gabriele di cui Libera è innamorata ed ora pure gelosa?- e Vittoria impallidisce nello sfondo, presa dalla sua improbabile storia d’amore e assente nel momento risolutivo di un mistero che l’ha tormentata da quando ha avuto l’età di capire.
     Rosa Teruzzi ha dosato sapientemente i generi in “Non si uccide per amore”. C’è la soluzione del caso del poliziotto Saverio Deidda da scoprire (i flash back sui giorni che precedono l’appuntamento fatale accrescono la tensione, il viaggio in Calabria di Libera e Jole apre una falla nel muro di silenzio) e poi c’è questa donna dai capelli rossi che ama i fiori, che ha nostalgia del nonno che l’ha cresciuta, che è così timida in amore, forse perché sua madre è così sfacciata, e non ha neppure il coraggio di dirsi che lei l’amore non ha fatto neppure a tempo a conoscerlo e perché mai rifiutarsi di accettare quello che le offre Gabriele, oppure quello del galante e grosso corteggiatore che sembra farle la posta per vederla?

Questo è un romanzo poliziesco che finisce per parlare di amore, per mettere in mostra le tante facce dell’amore- chi può giudicare quale amore sia giusto o sbagliato per ognuno di noi?- e quello che invece non è amore, pur spacciandosi per tale. Non è amore il sentimento che porta al Male, può darsi sia amore di sé ma non certo dell’altro, non certo Amore con la A maiuscola che investe tutto e tutti e non può condurre alla morte.
     Al termine del romanzo sappiamo chi ha ucciso Saverio, come e perché. Ci dispiace però di aver finito di leggere. Ancora una volta la scrittrice ci ha lasciato con il fiato sospeso- e no, non doveva farlo! Possiamo solo aspettare il prossimo romanzo.

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