Casa Nostra. Qui Italia
cento sfumature di giallo
Alessandro Robecchi, “Omicidi Srl”
Ed.
Sellerio, pagg. 378, Euro 17,00
Eccoli di nuovo al lavoro, i due killer
per professione, il Biondo e Quello con la cravatta. Saranno mesi impegnativi,
perché, quando mai gli era capitato, di avere un incarico dopo l’altro, e
magari due incarichi insieme? E sono anche lavori delicati, che pongono- a
loro!!!- qualche problema etico perché, insomma, che un committente chieda di
uccidere un padre, o un nipote, o un altro parente stretto, non è la stessa
cosa che essere pagati per eliminare un socio o, che so, un rivale.
E poi, anche se hanno seguito la stessa scrupolosa trafila- perché è la loro accuratezza che garantisce al mandante una assoluta sicurezza che la morte commissionata appaia come un incidente- qualcosa non va nel verso giusto: a loro era sembrata una bella soluzione, quella di simulare l’impiccagione della vittima, come potevano sapere che la corda che avevano trovato e usato era una corda di seta per la pratica dello shibaru, una tecnica usata originariamente per immobilizzare i prigionieri e diventata poi un gioco amoroso? E come potevano quindi sapere che l’ingegnere assassinato avrebbe fatto un nodo a regola d’arte e non quello maldestro che avevano fatto loro? Non gli era mai capitato di trovare un loro ‘caso’ alla ribalta della cronaca nera, oggetto di speculazioni. Perfino la moglie di Quello con la cravatta si era appassionata al caso e seguiva tutte le trasmissioni televisive. Molto imbarazzante e un poco inquietante.
Con questo incarico non ancora del tutto
accantonato (e se il figlio committente avesse ceduto allo stress?) ne segue un
altro che accettano perché non si può rifiutare un guadagno milionario. E
tuttavia si trovano nella sgradita posizione di provare una forte antipatia per
il nonno che vuole mettere le mani sull’eredità favolosa del nipote prima che
questo diventi maggiorenne, mentre gli piace il ragazzo che sembra proprio un
giovane a posto, educato, studioso e rispettoso (Quello con la cravatta, poi,
non può non pensare a suo figlio che ha solo un paio di anni in meno), che
conduce una vita in cui è difficile trovare una falla e una giusta opportunità.
Il Biondo e Quello con la cravatta
ricorrono di nuovo all’aiuto di Francesca Aroldi, la collega che amava agire da
sola, senza tante programmazioni e consulti, e che esige, questa volta, che il compenso
venga diviso in parti uguali.
Aspettatevi di tutto, in questo nuovo romanzo di Alessandro Robecchi. Incidenti ilari in cui è uno dei killer che corre il rischio di ammazzarsi, colpi di scena, rovesciamenti di situazioni, danni collaterali con altri morti, pedinamenti sospetti che finiscono nel ridicolo, mentre il lettore resta con il fiato sospeso e la curiosità di sapere come se la sarebbero cavata Quello con la cravatta e il Biondo. Quello con la cravatta, poi, deve usare tutta la sua capacità di inventiva e improvvisazione davanti alle domande della moglie che sembra non credere più alle esigenze notturne del suo lavoro.
I
personaggi di Robecchi, sul filo dell’incredulità in una Milano fin troppo
credibile, sono, a dir poco, simpatici, lo stile è sempre frizzante, le
soluzioni non sono scontate. E poi lo scrittore è geniale nell’aver
rivoluzionato e capovolto lo schema tradizionale del ‘giallo’: la domanda che
ci si pone, leggendolo, non è più, ‘chi è l’assassino?’ e neppure, ‘perché la
vittima è stata uccisa?’, ma ‘come i due killer riusciranno ad eliminare la
persona che sono stati pagati per togliere di mezzo?’ e ‘riusciranno a farla
franca, come al solito?’.
Leggetelo, il divertimento è assicurato.
E in maniera intelligente, il che non è poco.




Nessun commento:
Posta un commento