Casa Nostra. Qui Italia
cento sfumature di giallo
Cristina Cassar Scalia, “Mandorla amara”
Ed.
Einaudi, pagg. 272, Euro 17,57
Un eccidio. Come altro si può definire quello
che è successo- sette morti avvelenati su una barca di lusso? “’Nu romanzo di
Agatha Christie pare!”, dice giustamente l’anziano ex commissario Patané delle
cui intuizioni il vicequestore Vanina Guarrasi si fida pienamente.
È un’estate caldissima in Sicilia, il termometro segna costantemente più di 40 gradi. La capitaneria del porto segnala un’imbarcazione che pare essere in difficoltà e i primi a raccogliere l’allarme sono l’avvocato Maria Giulia De Rosa e il medico legale Adriano Calì, usciti per una gita in mare. Quando sale a bordo del panfilo Adriano si rende subito conto che non c’è niente da fare. Sette morti, tutti uomini, odore di cianuro nell’aria. L’odore del cianuro è quello delle mandorle amare- l’imbarcazione si chiama Almond, per l’appunto, e il proprietario ha un’azienda che produce latte di mandorle, la Lavinalmond con un gioco di parole che intreccia una parte del cognome della famiglia e la parola ‘mandorla’ in inglese. Che beffa terribile, essere ucciso con il latte di mandorle che ha dato ricchezza alla famiglia! Non c’era solo il capofamiglia sull’imbarcazione, c’era anche il figlio minore, morto anche lui naturalmente. Stavano andando tutti all’isola di Salina per il matrimonio del comandante del panfilo, era una sorta di addio al celibato. E la fidanzata, oltretutto incinta, aspetterà invano il futuro marito.
Gli interrogativi che si presentano subito a Vanina sono ovvii- chi era la vittima che l’assassino voleva colpire? È possibile che per uccidere una sola persona, quello fosse disposto ad ucciderne altre sei? E il latte di mandorla- quando erano state portate a bordo le confezioni? Il cianuro era stato messo prima o dopo? Erano tutte sigillate? È più facile dare una risposta a queste ultime domande che alla prima. Il quarantaduenne comandante era un donnaiolo- la vendetta di una donna abbandonata e gelosa può spingersi fino all’omicidio? E quali altri segreti si nascondono dietro le vite in apparenza irreprensibili di padre e figlio Lavinaio? La mano lunga della mafia era arrivata in alto mare?
La scrittura di Cristina Cassar Scalia è
sempre piacevole, con quel giusto mix di colore locale, occhiate sulla vita
privata di Vanina, dell’amica avvocato e del medico legale, e indagine
poliziesca che parte da un caso mai banale. Eppure, come spesso accade nei
romanzi seriali, si avverte una certa stanchezza, una minore vivacità.
Da questi libri è stata tratta una serie
televisiva per Canale 5.




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