mercoledì 10 novembre 2021

Ann Patchett, “La casa olandese” ed. 2021

                             Voci da mondi diversi. Stati Uniti d'America

                                           storia di famiglia


Ann Patchett, “La casa olandese”

Ed. Ponte alle Grazie, trad. G. Calza, pagg. 352, Euro 18,00

    Questa è la storia di Cyril Conroy che, a Filadelfia e negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale, si costruì una fortuna dal nulla. Quasi per caso, e rischiando, si era gettato nel campo immobiliare ed era riuscito anche ad acquistare per sé la Casa Olanda, una grande villa con giardino, con alte finestre, soffitti affrescati, e ammobiliata con i mobili dei vecchi proprietari olandesi, i van Hoebeek che continuavano a vivere nei quadri appesi in sala.

   Questa è la storia di Elna, prima moglie di Cyril che lui aveva tirato fuori dal convento per sposarla. Casa Olanda era troppo per Elna, simbolo di una ricchezza esagerata che lei rifiutava. E se n’era andata, Elna, abbandonando non solo il marito ma anche i due figli, Maeve e Danny che aveva solo quattro anni. Se n’era andata prima in India e poi per il mondo per aiutare i poveri, i derelitti.

    Questa è la storia di Maeve, che adorava sua madre e che, subito dopo la sua scomparsa, aveva avuto la prima grave crisi del diabete contro cui avrebbe lottato tutta la vita. C’era un ritratto di Maeve, accanto a quelli dei van Hoebeek. Nel ritratto Maeve aveva i lunghi capelli neri sciolti su un cappottino rosso. Assomigliava a sua madre.


    Questa è la storia di Danny, il narratore- è suo il punto di vista, per niente obiettivo. Crescendo, Danny aveva dimenticato del tutto sua madre e il posto di Elna era stato occupato dalla sorella- un legame fortissimo, unico, che gli eventi successivi non potevano che rafforzare. Maeve era il centro dell’universo per Danny, la vita aveva un senso solo se c’era lei.

    Questa è la storia di Andrea, seconda moglie di Cyril, la matrigna cattiva delle favole che era arrivata a casa Olanda con le sue due bambine, aveva iniziato con lo spodestare Maeve, assegnando la sua camera alla figlia maggiore, e poi, dopo la morte improvvisa di Cyril, aveva letteralmente buttato fuori di casa Maeve e Danny.

    Questa è la storia di Elna Conroy- che ne era stato della sua vita, dopo aver lasciato marito, figli e Casa Olanda? Si era pentita? Scomparirà per sempre o riapparirà? E quali saranno le conseguenze dei suoi comportamenti?

    Questa è la storia di Casa Olanda, infine, che ognuno vede in maniera diversa, con i propri occhi- bellissima, ingombrante, esagerata, pacchiana. E però Casa Olanda, il cuore pulsante di tutte le passioni di amore e odio, di ammirazione e di rifiuto, è una protagonista affascinante. Indimenticabile per noi come è indimenticabile per chi ci ha vissuto pur avendone ricordi non sempre positivi. Casa Olanda diventa un’ossessione per Maeve e Danny, dopo che ne sono stati estromessi. Di tanto in tanto ritornano lì, parcheggiano l’auto lungo il marciapiede di fronte e restano a guardarne le luci. Ricordando. Chiedendosi perché mai il loro padre avesse sposato Andrea. Domandandosi se fosse giustificabile che la loro madre avesse lasciato i suoi bambini per aiutare dei bisognosi estranei. Progettando l’unica possibile vendetta su Andrea: utilizzare il fondo fiduciario destinato agli studi per la facoltà di medicina, la più costosa perché quella che avrebbe impegnato più anni. E però, deludendo sorella e moglie (già, perché questa è anche la storia di Celeste, la moglie di Danny), Danny avrebbe completato gli studi ma non avrebbe mai esercitato, attratto dallo stesso lavoro del padre.


    Il cerchio si chiude, si inizia da Casa Olanda e si ritorna a Casa Olanda e c’è una giustizia poetica nel finale- una volta tanto né la casa né la famiglia vanno in rovina, ci sono eventi tristi come in tutte le famiglie, ma ce ne sono anche di belli, c’è chi soffre e c’è chi trionfa, la vita va avanti e Casa Olanda pure, non deve assolutamente essere distrutta dai piani regolatori.

    Con un tocco di morbosità, un libro bello e intenso, come i precedenti di Ann Patchett.

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