lunedì 5 ottobre 2026

Thrity Umrigar, “Il linguaggio segreto delle carezze” ed. 2026

                                                                  Voci da mondi diversi. India



Thrity Umrigar, “Il linguaggio segreto delle carezze”

Ed. Libreria Pienogiorno, trad. Valentina Guani, pagg. 400, Euro 18,90

 

   Tre anni. È possibile che siano già passati tre anni da quando Remy è stato in India a trovare sua madre? Pensava di poter stare tranquillo, che il cugino a cui aveva concesso di abitare nell’appartamento sopra a quello della madre con la promessa che in futuro ne sarebbe stato il proprietario, si sarebbe preso cura dell’anziana zia. E invece Remy trova la madre in ospedale. Ha la polmonite, fa fatica a respirare, si rifiuta di mangiare e non parla. Sembra proprio che abbia rinunciato a vivere.

   Remy si infuria con il cugino e poi è sommerso dai sensi di colpa- per averle telefonato così di rado, per non essere venuto, per non aver tenuto la situazione sotto controllo, anche se da lontano. Va ogni giorno in ospedale, adesso, Remy. Se la madre fa capire di desiderare la Coca Cola, lui le compra la Coca Cola e che gli importa del parere contrario del medico- che cosa può rendere la situazione peggio di così? E iniziano i ricordi, di quella madre così lunatica, così spesso arrabbiata, così poco affettuosa (anzi per nulla affettuosa), che arrivava a dargli pizzicotti che gli facevano venire i lividi, che era così distaccata e fredda con il marito. Di per contro suo padre era stato il suo idolo, il suo eroe, sempre al suo fianco, sempre condiscendente, sempre a spingerlo più avanti, a incoraggiarlo anche se la scelta di Remy di studiare le materie letterarie per diventare un poeta forse non era di suo gradimento. Era stato suo padre a spingerlo ad andare a studiare in America- era stato per allontanarlo dalla figura così negativa della madre? Quando, qualche ano prima, suo padre era morto, Remy era stato devastato. Ed ora aveva trovato una lettera per lui, scritta, forse, in punto di morte. Perché sua madre non gliela aveva data? Perché il padre sperava che il figlio fosse migliore di lui? E trova pure una fotografia che ritrae un bambino- assomiglia a lui ma non è lui.


   Se questo è un filone del romanzo con una storia che scava nei rapporti famigliari, nelle difficoltà che una coppia incontra quando deve affrontare problemi che riguardano i figli, nel sacrificio di sé scelto per amore di un altro, per non privare un figlio dell’adorazione per la sua figura di riferimento, c’è però anche un altro filone che si collega a questo, quasi per affrontare il tema dei rapporti genitori-figli da un’altra angolazione.


Remy è venuto in India per adottare un bambino che non è ancora nato- la giovanissima mamma del bambino è rimasta incinta senza essere sposata ed è impensabile che possa tenerlo, i suoi genitori non lo accetterebbero mai. Riflettiamo allora su che cosa significhi essere una madre o un padre, su figli voluti e figli non voluti, su figli abbandonati e sul difficile impegno del’adozione. 

Sullo sfondo, sempre, il contrasto tra India e America, tra chi ha e chi non ha, tra chi non ha neppure piena consapevolezza dei suoi privilegi e chi accetta di non avere alcun privilegio senza neppure metterlo in discussione.



   

 

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